KOUROS ESISTENTIVO DANZANTE
albergo di attimi eternali
frattali di abissi eudemonici
immane il pensiero che sa di pensarsi
André Che Isse
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dal mio XXX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
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se prendo questo momento tra le mani posso camminarci dentro
più vero del più magnifico dei sogni, così per ogni adesso qualunque!
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ho eretto ziqqurat d’inchiostro senza staccarne il calamo dal foglio
torno torno i bracci nei fiori dell’oro noumenico, ubriaco di lune!
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così ho imparato il miele nell’atomo e la curva in bocca
coi ginocchi gnomoni sui girasoli icosaedri ignudi
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una passacaglia scalza d’esserci in elisio
per cui modellai vasi in folio per mescervi i silenzi
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i silenzi di festa che parimenti siano al Barocco
in cui danzo come kouros immoto su palco dietro l’universo
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e se mai un dio fosse il mondo, dal silenzio l’alba
quando i ginocchi primi friniscano alle stelle mute sui meli
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André Che Isse
I’m a dancer like a nude bird
kouros ebro di nero schiniere tersicoreo tatuato
sono nato dal mio stesso pensiero in meriggi di sole glabro
ma non so dire come nacque il pensiero prima del mondo
l’acqua che mi capriola la gola potrebbe essere scaturigine di mondi
poiché non importa sapere se col sapere non si scavalli universi
I’m a poet like a barefoot word
kouros ulisside arcato alipede
così forgiai i ginocchi di teurgia allunata
allorché la curva dell’essere danz’icaria di transverberazion’ebbra
coltivo la commozione sciente che si egotizza allocchita di sé
non è forse sapere pensarsi a pensare già poesia indiata nuda?!
André Che Isse