la misura dell’anima sta in mezzo all’eterno
aurorale dai calcagni azzurri
quando la curva del piede s’appoggi alla curva del mondo
seggo dentro l’ebbrezza che soppesa il mio eterno
ho braccia d’ali per mescere l’aria con le curve
e pieghe Barocche di fiori nel dorso tatuato di mele
l’idea di materia è pari al peso spostato dal guardo
che l’asse del cosmo àncora all’aire del mondo
così che l’aseità del gomito sia azimut ignudo per stelle scienti
cos’è questo mio poetarsi addosso?
non è forse già eternità indossabile?!
è il sole invece del sangue!
André Che Isse
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(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)