André Che Isse fotografato da Rosario Santimone
dicembre 2014
VOGLIO AMARTI DALLE DITA ALLA LUNA
esiste uno sguardo che ti porterai dentro per sempre
come quello della luna quando passi dal parco rincasando
le tue mani stringono l’amore come fosse la tua stessa vita
e se lo lasci andare perderai te stesso per almeno una vita
riconoscere il sapore del fiato tra la sua bocca e i pensieri
in un cesto le tue mele rosse nell’altro l’albero per il letto
si parla tanto di angeli poi li trovi in una giornata di neve
a tirar palle insieme a scambiarsi un solo sguardo di stelle
André Che Isse
L’INCANTAMENTO DEI GINOCCHI SULLA DORSALE DEL COGITO
m’infilo il mondo dalla luna facendomi la coda ai capelli
mi ammuso alle tue gote per ascoltare frinire le comete
quanto tempo deve passare prima che finisca l’infinito?
e tra le dita lo faccio ruotare come una biglia di vetro
mi accorgo ad ogni passo che è appena nato l’universo
e lo posso raccontare alle stelle e a te che mi dai il luccichio
non chiedere mai di baciare dio in bocca chiedilo al tuo amore
amore mio posso baciarti per tutta la notte senza staccarti le labbra?
ti raccoglierei le rose rosse di mele che crescono nella tua schiena di neve
per riempirmi la bocca di fiori per collezionare il tuo riso dorato
e quando il giorno sarà piegabile come le tue dita di chopin
distendersi nel nucleo del sole sarà piegare il tempo sotto 12 lune
André Che Isse
TRA IL TUO FIATO E QUELLO DI DIO PUOI STENDERE IL BRACCIO D’ARCIERE
abbiamo dimenticato la domanda e ci siamo persi per strada
chi ero prima di nascere e quando non c’erano occhi per chi luccicavano le stelle?
se prendo il tempo fra le mani posso plasmare l’eternità con le dita
ma se non avvolgo la luna in un panno non saprò mai che sono esistito
non cercare fuori dai tuoi passi perché con piedi scalzi si può arrivare al sole
e mentre gli alberi crescono puoi mangiare le mele che conoscono gli dèi
abbiamo dimenticato che la luce ha scoperto il mondo che tocchiamo
e solo gli arcieri di stelle allungano il fiato d’ebbrezza increata
se guardo la lancetta dei minuti per un’ora posso capire il gusto dell’eternità
e se con la stessa attenzione cavalco il giorno diventiamo immortali
André Che Isse
BARRISCO D’AMORE SCALZO SULL’ALBERO Di MELE
ho toccato i sogni nella pelle dei sogni
in gola mi ubriaco come si ubriacano le stelle
prendo la materia dell’ebbrezza e vi nasco dentro
mi pettino il cuore come ti baciassi per l’eternità
ho pensato come pensa la luna
ma come pensa la luna?
se avessi tutto ciò che già ho
sarei l’altro universo dei sogni
e non importa se dio è andato a fare colazione
la tua gonna a pieghe ha già tutte le ciambelle della terra
André Che Isse
UNA CULLA PER LE STELLE
se potessi cavalcarti i capelli d’afrodite lungo le code dell’universo
un cantiere di comete nel tuo fiato per attraccarvi velieri di spuma
una stanza del vento nel mio cuore a raccoglierti le paglie di luce
tono su tono come bocche di sesso sugli occhi del tuo riso
se i pensieri avessero le palpebre per stupirsi
le dita alle nari come conchiglie custodi d’oceani
c’è una curva nella schiena che porta alle stelle grommate tra i gomiti di dioniso
perché tra la luna e il sonno dei fiori disteso divoro fichi
André Che Isse
André Che Isse fotografato da Rosario Santimone
dicembre 2014
QUANDO HAI PAURA DEVI SAPERE CHE ABBIAMO LA STESSA FORZA DELL’ARIA
il pensiero modella la curva di dio come roccia erosa dall’aria
le dita di una vasaio sulle pareti del parco a raccoglierne mele
con le mie mani posso fare lune giganti e accarezzarti la schiena
toccare la cima degli alberi e custodirti il sesso tra labbra ciliegia
quando penso che abbiamo mani che raccolgono stelle
posso sdraiarmi sopra il cielo dove il tempo si versa come vino
e se l’aria può modellare le montagne noi possiamo inventarle
essere dèi per un giorno come un lungo bacio eterno dentro la tua bocca
André Che Isse
I CAPELLI RACCOLTI TRA LE MANI PRIMA DI SCIOGLIERLI NELLA SCHIENA DELL’UNIVERSO
ho messo il gomito nella bocca del tempo squarciandone il fiato
mentre ti abbraccio come fossi fatta di luna
e come l’universo si infila di stelle tu vesti l’abito lungo della festa
e non so dire chi brilli di più se non che le stelle luccichino dal tuo sorriso
sono i passi baciati che portano la terra verso l’eterno
come mille brezze dietro il sole a mordere la nuca di dio
tutto si annoda al tempo come neve impazzita di giallo
mentre si nasce frecce adamantine sospese tra le stelle
e non riesco a smettere di piangere comete di gioia
quando il pensiero unisce i pianeti dove fai colazione
con una mano posso afferrare tutto ciò che vorrò essere
perché con l’altra pianto alberi di mele che toccano il cielo
entro ed esco dalla tua bocca come fosse il mio unico viaggio
mentre nel silenzio tra le galassie riposo d’amore
André Che Isse
SUL PALMO FIORDI DI STELLE
posso riempirmi d’amore le ossa
sopra le braccia i ginocchi sotto le braccia la spuma dai piedi scalzi di sabbia
tutto il tuo fiato in un capogiro di stelle
e se ti ricordi dell’amore il tuo giorno sarà il primo giorno di lune giganti
non riesco a smettere di guardarti l’attimo negli occhi
e posso fermare molecole per guardarti all’ombra dei cipressi perpendicolari
raccolgo i tuoi baci in un cesto da giardino
con mani che danzano parole aurorali dai calcagni azzurri
sono un ebbro poeta in una colazione di stelle
e un solo gesto disegnato nella schiena basterebbe a catturare l’immenso
perché quando mi baci la bocca si stiva di comete
e le tue scapole belle s’alzano come pareti di sogno in un cui abitare per sempre
André Che Isse
QUANDO IL COPPIERE SI UBRIACA VERSANDOTI DA BERE
posso vedere i sogni gelosi di vita come un primo passo sulla luna
quando iniziare la danza negli occhi d’amore è invidia per dioniso
il mito non si ricorda la neve che cade sugli occhi di venere
non sapendo farsi la coda con le mani nude di stelle
e con le mani sui tuoi occhi posso vedere l’universo
quello che cade sugli alberi come nuvole in tazza grande
per un attimo siamo eterni per quello dopo ancora
mi profumo almeno quattro volte al giorno sul cuore
un cerchio tracciato nella neve fresca come nella tua schiena
la bocca sui capelli per rapirti l’amore che ti regalo di mele
come posso farti capire che ti amo come mille vite di dèi
forse preparandoti la colazione con il tuo stesso stupore di peonie bianche
André Che Isse