ARRIVA SEMPRE IL MOMENTO DI SALIRE SULL’ALBERO DI FRAGOLE

c’è una cosa di cui abbiamo pochissima consapevolezza
ciò che dovrebbe farci sentire dèi
e gonfiare i pensieri come ebbre vele d’estate

la poltrona da protagonisti del tempo
la mano che accarezza la criniera della storia
il nostro fiato attraverso l’orizzonte degli eventi

è un concetto così semplice da renderlo difficile a parole
così banale da schernirsene
e smemorare la sua presenza

quando mi penso a sentirmi in arcioni di tutto il tempo conosciuto
ora in questo momento si sta tessendo la storia
quella che pensiamo possa essere solo poco meno di 14 miliardi di anni

proprio ora quel viaggio esploso lontanissimo da noi è qui vivo
ne calpestiamo la spinta e il tessuto al suo confine in fieri
ci stiamo davanti come se disegnassimo nel nulla che di attimo in attimo s’invera

ecco quando fermo il pensiero sull’equilibrio che lo regge
ascoltando la prua che si apre nel nulla
mettendo le dita nel costato del tempo

arriva il momento sull’albero di fragole
e tutte le stelle nel fiato
e la commozione di custodirne il segreto

André Che Isse

INVITO PER LA MIA PROSSIMA MOSTRA ALLO ‘SPAZIO TADINI’ A MILANO 8.10.2014

André Che Isse

”La poesia degli dèi”

VERNICE E DANZA

MERCOLEDI’ 8 OTTOBRE ALLE 18,30 ALLO SPAZIO TADINI, Via Niccolò Jommelli 24 – 20131 Milano

http://www.spaziotadini.it/

ELOISA MANERA AL VIOLINO

16 QUADRI RETROILLUMINATI in esposizione fino al 25 ottobre

Senza titolo-1

”Quando nomino gli dèi il pensiero trama,tra i fili dell’ordito del mito,di Bellezza.
Il cucito della corda sulla tela intesse un bassorilievo se illuminata frontalmente,e al contempo la poesia di una vetrata se retroilluminata.
La luce che attraversa la pittura dal suo interno alchimia poesia.
L’artefice si fa alchimista:
la trasmutazione nell’oro della luce si fa epifania:
un’apparizione fisica della poesia…un incantamento iconico…
Narrare la forma trapassandola di luce è un po’ come accendere il nome agli dèi,quegli dèi che custodiscono il fiato nei vasi,incantano i querceti di mele,e danzano i gesti della creazione.

Quando principio una danza: il primo gesto del mondo,come prima poesia”.

André Che Isse

IL TAVOLINETTO DEI SOGNI

cosa sogna la luna?
i sogni degli amanti che sanno volare?
i passi di un pensatore color notte?
o soltanto l’argento riflesso nell’acqua di Narciso?

ti mastico le labbra perché odorano di luna
cerco la tua schiena innevata sotto le comete
e ho costruito una scala per arrivarti nel fiato

come sogna la luna?
senza mani in bicicletta nel sentiero bianco di sassi?
rubando i desideri delle querce?
o soltanto specchiandosi la chioma?

quando guardo la luna che ti è caduta in bocca
sognano i baci
e se potessi creare un mondo lo vorrei con 12 lune che ti sognano

André Che Isse

André Che Isse Il vasaio degli dèi per il tavolinetto dei sogni della regina Hatshepshut”Il vasaio degli dèi per il tavolinetto dei sogni della regina Hatshepshut”
120x60cm,carboncino su tela écru ,agosto 2014

IL CUORE NEGLI OCCHI

se lascio andare le mie mani si appoggiano sul cuore
quanto è immenso il sorriso d’amore
e non importa perdere i baci tra le nubi
quando nello sguardo s’infilano le stelle
quelle che profumano di cedro
quelle che fanno cigolare le ginocchia
e piangere al solo petalo di labbra
se lascio i pensieri respirare si appoggiano sul cuore
e non c’è luna più dolce che non sia custodita da lacrima innamorata
forse siamo nati nel cuore di una cometa
o forse siamo solo ginocchi alla deriva tra universi
ma col fiato che si appoggia sul cuore

André Che Isse

TRE CANOPI PER EDRAN

Gli chiesero di aprire la mano:
”Tre desideri potrai eternare sul palmo!”
Edran non lasciò scivolare altro tempo,già sapeva cosa avrebbe voluto portare con sé nell’infinito:
”Donatemi l’eternità del pensiero,
il tempo che non ha fine,
e che il mio fiato di seta non svapori nel nulla”.
”Hai fatto la tua scelta!
Ora plasma tre vasi per raccogliere i tuoi desideri,le tue mani d’artefice saranno custodi perenni…”
André Che Isse

”Il vasaio degli dèi per 3 canòpi d’Edran:  I. il canòpo del pensiero  II. il canòpo del tempo  III. il canòpo del fiato” 107x50cm ciascheduno,opera retroilluminata,agosto 2014

”Il vasaio degli dèi per 3 canòpi d’Edran: I. il canòpo del pensiero II. il canòpo del tempo III. il canòpo del fiato” 107x50cm ciascheduno,opera retroilluminata,agosto 2014

PIEDI SULL’ACQUA

la bocca si appoggia sul giorno
proprio prima che tutto svapori
e se riesco a guardare più in fondo
ad afferrare il tempo prima che tocchi la luna nel pozzo
e a percorrere scalzo l’oceano
allora i mondi usciranno pazzi sui palmi
lasciando le stelle nel cuore
lasciando la saliva nei baci
proprio tra le labbra e l’amore

André Che Isse

I quadri con le mani di Andrè Che Isse

Le mani, il loro movimento, la loro simbologia, sono per l’artista una parte importante del corpo, più del volto. Le dita, l’articolazione del polso, la prensione e la relazione tra di esse sono l’espressione di un linguaggio che non tradisce.

I danzatori di Che Isse

Le tele di Andrè Che Isse raffigurano corpi di danzatori impegnati in movimenti inverosimili dove il corpo si scopre libero da strutture per adattarsi a spazi, a scatole mentali predefinite.