LA CURVA D’IPOTENUSA EBRA

si prenda un’idea e la si lanci dietro l’universo come sasso piatto sull’acqua
mentre dal talamo si coltivi pieghe di luna

ora, se m’arco d’ebbrezza sul lato più lungo del fiato
potrebbero i ghiacci curvarsi a pieghe barocche di lino

perché l’eterno è la prestezza minima, il passo più corto dell’anima
e la coltura del silenzio è dove si muove il tempo

i ginocchi per salire i ciliegi devono esserci omerici
a patto che si disocculti ogni seità vermiglia

e quando il piacere attraversa scalzo la passione
si contrappunta l’elisio al gaudio

tanto che girotonderò auriga sull’orizzonte degli eventi
fino a mille per mille attraversamenti di cruna increata

André Che Isse

LE MACHINE EUDEMONICHE: 3^

André Che Isse

LE MACHINE EUDEMONICHE:

3^

“Senza mai staccare le labbra dalla bocca dei fiori”

TRITTICO:

La Curva Ebra dell’Haiku,

I

studio undicesimo:
settimo fiore d’erbario;

II

studio dodicesimo
ottavo fiore d’erbario;

III

studio decimo:
sesto fiore d’erbario

130,5×300 cm
(130,5×100 ciascheduno)

tempera nera da muro su carta velina,
matita nera,nastro carta,vernice lucida finale,
carminio da vetro
su misto cotone

luglio 2019

OPERA RETROILLUMINATA

La Curva Ebra dell’Haiku, studio dodicesimo: ottavo fiore d’erbario

André Che Isse

“La Curva Ebra dell’Haiku,
studio dodicesimo:
ottavo fiore d’erbario”

130,5×100 cm

tempera nera da muro su carta velina,
matita nera,nastro carta,vernice lucida finale,
carminio da vetro
su misto cotone

luglio 2019

OPERA RETROILLUMINATA

LO SCRIBA COI GINOCCHI DI CHINA

non c’è tempo di essere curiosi bisogna essere appassionati madidi!
non c’è tempo d’invaghirsi bisogna amare follemente!

non è più tempo per parole vuote
voglio conoscere solo parole che attraversino il sole scalze

perché non è più tempo di vivere e basta!
bisogna <esserci> prima che il nulla ci cambi di nome

e non c’è da fare se non danzati igniti come bracci di sole
è l'<essere> soltanto che attraversa l’universo immoto

andata e ritorno in un guscio d’atomo ignudo
coi ginocchi sbucciati di china ebra

sui palmi mi cresce un giardino coi fiori che alluminano il sole
perché più vivo più s’ispessisce il mio infinito!

André Che Isse