ORTI DI MELE

inizierebbe tutto appoggiando le dita salate sulle labbra
ma vi racconterò così i baci marinati in bocca come molliche

disegnai un drago per salire i sogni sull’albero
e col fuoco le ali mi hanno gonfiato le gote di baci rossi

ora però prendi una nevicata e guardala dagli spazi vuoti tra i fiocchi
ci sono degli orti di mele appesi da capelli di rame innamorati

perché tra i sogni e quella luce vermeer dei tuoi occhi
c’è un filodarianna in cui nacquero le stelle

e qui i vetri soffiati col pensierio sono così caldi da raccoglierne pezzi di sole
golerie in pupazzi di neve dove il naso carota è venuto fiore di loto

sono nato dal tuo sguardo in un giorno d’amore
e ora posso scrivere poesia fino alla fine del mondo

André Che Isse

EFFEMERIDE DORSALE

tra le gote dei fiori mi ammuso fino a quando avrai dita di pizzo
sulla bocca parole baci mele e la tua mano che mi chiude le labbra

un po’ come mi rubassi il fiato un po’ come mi legassi il pensiero
un portale laccato nero universo che mi segreta il desiderio icario

sai quando ti chiudi nella tua stanza lontano dal mondo
così il mio amore serrato in bocca dal tuo palmo di giglio

ma lo sai che quando sorridi una stella nasce dietro l’universo?!
se dovessi scegliere il mio filodarianna sarebbe il tuo sorriso

della nostra vita non viviamo che scampoli di consapevolezza
e se tra le passioni ci mettessimo la vita stessa?! la teca sciente ecco!

una teca adamantina dove scavallare col fiato l’immoto sorgere dell’alba
gli stessi ginocchi sbucciati di risa e ciambelle nella neve che ci cade in gola

André Che Isse

NELLA TUA MANICA ABBOTTONI IL MARE

ho disegnato la notte nel tuo arco dorsale
e ci ho camminato coi ginocchi di dioniso

la luccicanza blu di china nel tuo cuore è una segreta
come per il vasaio di regina l’invetriatura piena di luna

e tu annodi un obi come fosse chiomadoro
i tuoi polsi tra i pensieri auliscono gesti di fiori

ed io m’affogo di stelle come ammuso il tuo sguardo
osmosi acanina di bocche

durante il periodo edo degas ti sognava stretta di seta
e hokusai collezionava i tuoi passi di neve in blocchi di legno

ed io cerco ancora il verso perenne dove albeggi nuda
dove lasci i sandali per cadere icaria nel mare

André Che Isse

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André Che Isse

SINDONE A CARBONE D’IRTOFADE
230x160cm
carboncino su cotone antichizzato & timbro
settembre 2016

OCEANO SCALZO

ci sono alberi su cui saliresti per sempre scalzo
forse i tuoi sogni ci abitarono senz’ali prima del mondo

ho costruito il portico per ascoltare la pioggia
per leggere il cielo con il dorso sull’assito di ciliegio assolato
e guardarti arrivare dalla luna

la felicità di un albero nelle nervature chiaroscure di luna
come gli angoli della bocca dove ti acciambelli nuda

sei distesa dove i miei pensieri nascono
il tuo dorso ha inventato il mio tempo
seppure abbiamo iridi diverse guardano nella stessa direzione del mare

e ora m’infilo le braccia nelle maniche dei tuoi occhi
e tu mi abbottoni la chioma con la tua

André Che Isse

ALBERI DA OCCHI

raccolgo poiesi dalla spuma di pensiero come cedri di luna
sono alberi da sguardi infiniti nati dall’iride del tuo guardarmi come il mare

dentro ali di neve nel vallo delle tue scapole
affogo le nari nella tua nuca d’albume

cammino senza conoscere i sassi ma sul palmo pesano il tempo
come pelle di nubi che veste i tuoi sorrisi increati

dove la bocca approda ai baci barrisce il fiato
e su carta scrivo come dipingi il calice di gote per la curva di un fiore

se togli alle parole il giorno rimangono i ginocchi scalzi di eterno
quelli che danzo per te quelli che si sbucciano per essere curati

conoscerti prima del mondo e inventarti il profumo della notte
per salire insieme sui cedri

André Che Isse

4 FIORI DI ISSE

I
quando la pesca è dolce dentro l’estate
e il ricordo dei tuoi baci cavalca il sole
non so più distinguere la bocca dall’ebbrezza

II
ti dispiace tagliare le gambe dei fiori
ma sei felice tenendoli in mano
la tua casa la vorresti un giardino

III
i baci si appoggiano alla bocca come il tuo sguardo al mio
mentre tu sorridi tessendomi l’amore addosso
quello che non va più via

IIII
t’incanta la luna
forse ti vedi seduta nel cielo
o forse è giardiniera di stelle

Isse

«sia che il tuo cuore sia o no rivolto a me, da sempre, come corda d’arco, verso te il mio cuore è stato teso»
Ise (877-942)

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André Che Isse
“piccola stanza del vento da braccio nel primo giorno del mondo”
-VERSO-
40×40 cm
corda cucita su misto cotone e acrilico
OPERA RETROILLUMINATA
agosto 2016

L’ENTROPIA NON ENTRA IN UN CERCHIO DI NEVE

prima del tempo c’erano solo occhi che guardavano fuori
mille bolle d’acqua custodi di mille canzoni d’amore

una linea orizzontale per mettere in fila le emozioni
come una costellazione prima di rubare il fuoco agli dèi

prima delle parole le idee erano nubi
ma la tua mano sulla mia bocca spingeva il mondo dentro

perché dove cade il mare non cadono gli angeli
l’amore è più leggero delle lacrime ma non sa nuotare

ed io ho tracciato un cerchio nella tua neve
e se ci cammino coi talloni non lascerò le mie dita nel passato

l’orlo della tua gonna sulle caviglie nude mi allunga il fiato dentro la luna
mi allunga l’infinito in un cerchio di neve

André Che Isse

IL FIORE DI LOTO SACRO PRIMA DEL MONDO

la tua bocca è il mio balcone di luna
e ci fiorisco i baci che mi hai affogato nel desiderio

ho inventato i fiori di loto sacro per attraversarti l’iride
e mentre ti mordo la nuca mi stivo di fiori

e stendo le punte dei piedi ogni volta che allungo i pensieri
ogni volta che ti raggiungo la fronte di labbra

la tua espressione prima del mondo è quella che conosco bene
come la strada diritta di uno stelo odoroso

riddo d’amore in capogiri ebbri sulle tue gote
colline nel letto di ulisse

c’è un fiore di loto sacro ancora da prima di nascere il mondo
e ancora mi profuma folle d’amore da dietro il tuo guardo

André Che Isse

André Che Isse IL FIORE DI LOTO SACRO PRIMA DEL MONDO

André Che Isse
“IL FIORE DI LOTO SACRO PRIMA DEL MONDO”
170×35 cm
corda cucita su misto cotone e acrilico
OPERA RETROILLUMINATA
maggio 2016

L’IPOTENUSA DELLA BOCCA

vorresti sapere quello che sanno le nubi
coi pensieri nell’acqua tra i sassi piatti
mentre sussurri una parola senza muovere labbra

mi perdo scalzo in un giorno qualunque
appoggio sui ginocchi le lune d’albume diurne
schiumando nel dorso le tue scapole di neve

e tu pensi al mondo nel silenzio
sorridi attraverso un sorriso
ma vorresti amare perdutamente senza rivelarlo a nessuno

ti archi di risa odorose
mentre cerchi un angolo uguale alla bocca
per baciare di sbieco l’amore

André Che Isse

ESONDO D’AMORE

mi perdo in bocca di pensieri ardenti alla deriva d’estasi poietiche
su zattere nere di sole che traghettano dita di vasaio dietro l’universo

e scapriolo d’amore come 12 lune rotonde su 12 fiori di loto sacro
e m’innamoro orientandomi di stelle che s’innamorano di chi le guardi

le cose vere nascono solo dove principiano gli orti dei baci
e l’uomo invera i sogni quando dormono gli dèi

e tu ti pettini il sorriso nel mio sguardo ebbro
ed io ci cado dentro come cadessi in eterno da un fiore

riempiendo il calice con pelle di dioniso per straboccarne i talloni
per rubargli l’ebbrezza dal dorso mentre guarda il mare

mentre ti scrivo coi ginocchi di una cometa e insieme danzo sui draghi
come ridda di scribi rossi nel fiato di un giorno

André Che Isse