L’ABITUDINE DI ESSERE FELICI

ho piantato un albero di lune
quando mi arrampico inizia il mondo

non crescono sui rami ma dai sogni seduti sui rami
e dove finiscono i rami principia il tempo

forse morire è cadere dall’albero per entrare nella luna
o svaporare nella spuma delle arterie vermiglie

scrivo dal talamo di ulisse con radici di loto allunato
masticando le ali degli dèi poeti

quando tra i palmi puoi frollare di felicità le gote
le strade diventano stagni per lune narciso

e te le trovi rincasando tra le labbra cadute
in mille baci d’albume adamantino

André Che Isse

André Che Isse Querceto di incanto XXI

André Che Isse
”Querceto d’incanto; XXI”
90x77cm
opera retroilluminata
dicembre 2015

MADIDO D’ESTASI

ho raccolto 12 fiori di loto sacro dal cuore
e li ho piantati nel cuore di 12 lune

cresceranno insieme all’eterno
e fioriranno per sempre tra le scapole della notte

m’impollino coi loro sogni dietro l’universo inzafardato di luna
madido d’estasi

proprio quando i ginocchi sull’eclittica del sole nevicano
danzando ebbri tutte le estati dell’infinito

ma un attimo ancora prima che la bocca si appoggi d’amore
prima che arrivino gli angeli

voglio imbandirmi il fiato di stelle
sdraiato su 12 fiori di loto sacro

André Che Isse

I PIEDI SCALZI DI LUNA

posso sentirmi l’universo tra i denti
il calice seminale di dioniso nel fiato
e danzare tra fiori di loto sacro ebbro

i piedi allunati scalzi degli arcieri
e il sentiero che dalla nuca porta al principio del mondo
tessono la crapula di dio

sarò auleta stilita che divora ali icarie
ridda d’angeli dietro l’universo
ma tengo tra le dita il sesso delle stelle

per sempre sull’ipotenusa dell’eterno
inzafardato di luna
e discoforo d’amore

André Che Isse

IPPOCAMPI CURIOSI DA CAVALCARE DI NOTTE CON LA LUNA NELLE TASCHE

ippocampi curiosi su palmo sciamano
m’infilo le gote nel primo giorno del mondo

e m’infilerò le gote nella chioma degli angeli
come le braccia nei baci

come un lungo fiato ebbro di luna
quando il trono nel cuore ha i ginocchi di dioniso

e la luce negli occhi apparecchia le stelle
quelle in cui inciampano i piedi d’amore

André Che Isse

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André Che Isse fotografato da Rosario Santimone
live performance 11.10.2015

AMMUSATO DI LUNA

una mano sull’universo per sentirlo amare
l’altra è braccio d’arciere

fosse anche soltanto il passaggio di un sole in un solo meriggio
nascendo soltanto per un bacio e staccarsene le labbra morendo

ho abitato l’infinito dei pensieri argomentando l’incantesimare genetico
e i talloni ora tracciano le gote degli dèi

una mano sulla bocca dell’universo per sentirlo sussurrare
l’altra nel suo sesso di stelle

non importa se ci dimenticano con la notte
la luna si siede sempre negli occhi di chi l’affissa

oggi è un giorno importante non perché sia festa sulle piramidi
ma perché è un altro giorno per baciare l’universo in bocca

André Che Isse

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André Che Isse fotografato da Rosario Santimone,
live performance 11.10.2015

IL DORSO DELLA LUNA

ti guardavo la schiena come guardassi la luna
appoggiando i sogni tra le tue scapole di neve
 
e prima che un dio inventasse la notte il tuo sorriso inventava l’amore
 
ti guardavo come si guardano i sogni inverati
quelli che da svegli provi a pizzicarne la pelle
 
e prima ancora di sentirti scivolarmi in bocca conoscevo il tuo cuore
 
ti guardavo dalla schiena della luna il luccichio delle gote
quello dietro l’iride quello tra il cuore e il desiderio muto
 
e prima di conoscere il mare la tua chioma bagnava la mia d’argento
 
ti guardavo guardarmi mentre sognavi l’amore
e ogni volta che miro la luna mi sento ancora la tua schiena tra le labbra
 
André Che Isse

TI PORTEREI LA NOTTE PER COLAZIONE

c’è qualcosa in amore che la notte protegge
un pozzo profondo come il desiderio dove guardare la luna

chissà come una cometa può diventare un airone nel cuore
e una canzone sussurrata precipitare in un bacio più lungo della notte

quando si nasce c’è dall’altra parte dell’universo un corredo di baci
una stanza per l’olivo di ulisse e un filodarianna tra i dorsi argentati

chissà come girarti intorno due volte possa l’arciere colpire la luna
e vestirti di gigli prima che il giorno imbrunisca la pelle d’amore

André Che Isse

LA NUCA DELLA LUNA

i giorni dell’universo si appoggiano al dorso delle stelle
decantando l’estasi di dio

e non importa che non esistano dèi
quando posso pettinarmi l’ebbrezza dei pensieri

c’è un posto in tutto il tempo increato tra il desiderio e la nuca
dove l’eternità si raccoglie dagli alberi

chiomeggia il fiato lungo l’ipotenusa dell’amore
con passi scalzi nei ginocchi della luna sull’eclittica dell’essere

André Che Isse

ATTERGATO DI LUNA

nomino le cose a piedi nudi
lasciandomi stivare la bocca di stelle

raccolsi alberi e mi riempii le tasche
con occhi ancora di 12 lune bianche

lancerò un sasso piatto sull’acqua per raccoglierne i cerchi
in una scatola da giardino

ma quando scavallo sul cogito
i fiori non pensano al peso della neve

e anche senza fare nulla ho già riempito il mondo guardandolo
gli occhi convento di fiori

un atomo di luna sogna ubriachi supini di brezze
il mio volto che sogna è il volto della luna prima che nascessi

André Che Isse

LA NEVE NELLA SCHIENA

Edran guardava la schiena di Nagiko come guardava la luna.
Gli sembrava di vedere due grandi ali,bianche come una luna innevata.
E camminare nella neve fresca prima dell’alba lo ubriacava di fiaba.
Le ginocchia che entrano nel bianco silenzio della notte sfrigolando l’increspatura molecolare dei fiocchi,rallentavano il tempo,dando ad Edran l’impressione vivida del primo giorno del mondo.
Era in quel preciso istante,dove potevi inalare l’infinito,che Edran si sentiva di camminare nella schiena di Nagiko,come passi allunati senza peso ma calzati di stelle.
Edran guardava la luna specchiarsi nella schiena di Nagiko,come Narciso nell’acqua,affogando tra le scapole argentate.
E negli occhi di Nagiko saliva una luna di neve con le impronte fresche di Edran.

André Che Isse

10881669_382228318618659_3524453566388425558_nAndré Che Isse fotografato da Rosario Santimone
dicembre 2014