EBRO NOSTROMO

bisogna trovarsi vocazionali per trovarsi di suità l’alma
è innamorarsi follemente dell’Esserci!
disoccultare volontà di potenza immota oltre l’Uomo
danzare la luccicanza!


i ginocchi millanta girotondi sul sole nell’attimo
e mentre batto il guardo nasce l’idea che non c’era prima
così principiò l’universo dal pensiero!
supino alle stelle ti ho vista la nuca nella neve


la bocca si eterna di lune
nostromo!
su filodarianna mi fantasio aerostiere
artefice di un atomo


André Che Isse

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PERCHE’ AMO FOLLEMENTE L’ESTATE!

l’aere frinisce l’oro di klimt
gaudioso limio d’archi!


i bracci snudati nel marzapane
immota positura!


l’erba tagliata al meriggio
odoroso deliquio!


m’innamoro senza fare nulla
è quando non accade nulla che l’Essere può Esserci sul serio!


e quel limone di manet cui disbramo golerie di fichi!
solipsismo sontuoso per suità silente


scalzo in mezzo all’estate sfrigolano i grilli solo per lui
supino bizantismo più lentamente del tempo!


André Che Isse

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CRAPULOSO DI NEVE

divoro la coscienza dell’esserci!
ho coltivato l’estasi per traversare l’alma
e danzare immoto l’idea dell’essere
l’incesso nel quotidiano
mentre il disio come imbandigione dell’attimo
più lentamente del tempo!
senza mai staccare la bocca dal tuo dorso di neve!
senza mai staccare il fiato dal pensiero sciente!
così obliquo il reale per il Vero
crapuloso di sapere!
mentre poeto l’aire poietico soltanto
e sulle tue gote arrossa la neve


André Che Isse

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SE CONTO CON LE DITA L’ETERNO

SE CONTO CON LE DITA L’ETERNO


se palpebro così lentamente da mettere in piano la discesa
posso auscultarmi l’emozione tracciata in radiazioni cosmiche di fondo
c’è una curva nell’iride dove nasce l’amore!


André Che Isse
26.6.26

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LA CURVA GAUDIOSA

LA CURVA GAUDIOSA


dove finiscono gli atomi principia il pensiero
lo distendo in mezzo all’eterno
è un attimo che curva l’universo!


André Che Isse

dal mio XXX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

IL CALLIGRAFO AULENTE

IL CALLIGRAFO AULENTE


ci sono parole che lucidano le ali
le sussurro appena
bastevoli a profumarti la bocca


il poeta le tiene tra le nari
filodarianna eudemonico!
da perambularne l’alma

lecconerie per gli eoni!
sono luccicanza dell’essere
e non vado da nessuna parte senza di loro!


il pensiero che non hanno le pietre le giulebba con cura
e con loro puoi fantasiare galassie!
inzafardato di lemmi


André Che Isse

dal mio XXX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato