ho camminato la notte sul tuo arco dorsale
i ginocchi nei fiori non fanno rumore
m’infilo scalzo il disio per dissetare il mare in tazza raku
e ti ho pettinata di poesia e inventato la pioggia nel tempo inverso
durante il periodo Edo Degas ti sognava stretta nella seta
e Hokusai collezionava i tuoi passi di neve in blocchi di legno
c’è una curva nel disio dove i talloni non lasciano impronte
s’inscrive in un cerchio tracciato col carbone su neve di nuca
nuche d’argilla dove ormeggiare la bocca affogata di baci
e tu mi abbottoni la chioma con la tua!
si prenda un’idea e la si lanci dietro l’universo come sasso piatto sull’acqua
potrebbero allora i ghiacciai curvarsi in pieghe Barocche di lino
André Che Isse
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(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
