IL VIZIO DI SUITA’

incedo nel mezzo di suità
crapuloso dadoforo di sé!

ho curvato l’aere per l’alma
tracciato il cerchio di Prospero nella neve

cardato il filodarianna!
albergando la tua nuca nell’amore

e come agrimensore sciamano danzo il primo giorno del mondo:
i ginocchi sui fichi!

UN’ENTELECHIA A GIUSTEZZA EUDEMONICA
e le dita liminali sul miele!


NARRAMI LA VOLUTTA’ DELL’ESSERCI!
l’eleganza aurorale del tuo collo giapponese


André Che Isse

dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

GLI ORLI DEGLI ORTI

ho aperto il silenzio come arance per dolci

e subito la bocca infilata d’ocra nel miele

così equilibro l’alma sull’argine ebro

*

gli orli delle cose curvano il mondo per sé

un attimo prima che il Tempo si bagni d’amore

e la leggiadria traversa scalza la stenditura del fiato

*

ho disegnato il vento e danzato nel cinabro

e tra il capanno di Monsieur de Sainte-Colombe e quello di Mahler:

rimango ubriaco arso a 13 miliardi d’ali

*

dalla luna gli orti saporano di vesti pittate da klimt

e gli obi in broccato a filidarianna dorati nodeggiano voluttà al disio

l’eudemonia è pari al silenzio tessuto in coltura ebra

*

André Che Isse

(prima poesia dopo le 24 EUDEMONIE ELETTIVE)