TRA I DENTI EUFORIA DI ROSE

il poeta ascolta il vuoto dell’atomo
e se ne infila le maniche come una camicia nuova

ma cosa sognano le molecole ebre?
forse l’estasi del danzatore-poeta!

e allora io illeggiadrisco le gote alle molecole
tanto che la curva vermiglia del gaudio m’inscriva in fiato

la vita può essere eterna se conti con le dita
mentre le mie mani danzano il pizzo in curva eudemonica

scalza nel silenzio la felicità si snuda il dorso di fiori
a volte le parole come lanterne cinesi portano il fuoco alle stelle

ma è necessario principiarsi all’esserci per divorare l’ebbrezza di una rosa sciente
il respiro che nasce dalle nari può arcare la bocca di luccicanza dionisiaca

André Che Isse

DELLA STESSA SOSTANZA DI DORSO D’ARCIERE

quando einstein curvò lo spazio d’idea io nacqui d’arciere
principiando la danza in curva di braccio su orizzonte dove cada il mare

e non so che poetarne ginocchi senza cui non potrei salire i ciliegi
una wunderkammer ebra di nous ulisside in cui albergo sciente

un silenzio molecolare in cui imperi ogni giorno l’atomo eterno di sole
che raccoglitori di fiori nobili ne ageminano l’elisio tra fiato e pensiero inaurato

I’m a poet on daily string!
e c’è una misura più piccola di eterno che si pettina con strali di sole

il tempo non ha dorsi per inventare ali
mentre l’oricrinito guardo scocca risa tracannate giallo van gogh

e l’amore cavalca supino per azzurrarsi le gote, e gli amanti
s’alzano in piedi a dorsi ammusati -dorso nel dorso- per tenersi strette le ali

André Che Isse

-note a piè di stelle-

Scrivere solo per le stelle,o meglio,delle stelle,
è per me scrivere della mia stessa essenza,
della stessa materia che ci creò,
della stessa cagione che mi stupefa il guardo commosso di luna.

Vivere civili adduce a obliarne il retaggio,
così che nella lestezza del contemporaneo,
l’afferrabilità della ‘mela’ non sia la stessa della Conoscenza,
ma neppure della ‘Bellezza’;
sarebbe invece quella letea di sé (eteronoma),
per ‘oliare la machina’ civile,
come ‘rematori di galea’ inscienti.

Gli Astronomi & gli Artisti & i Poeti hanno il ‘lusso del Vero’:
noi possiamo,
se pur ‘perambulando ai negozi’,
materiare ‘l’ipotenusa del fiato’ con l’originaria polvere di stelle.

Del resto,
-sappiate!-
che il ‘vettore’ eudemonico
(LA FELICITA’)
non passa mai corrivamente
(al più potrebbe essere labile entusiasmo);
è necessario disseppellirlo dal proprio DNA,
lo stesso delle stelle.

André Che Isse

XANTOPSIA POIETICA

ho calzato il sole
perambulando risa allunate nell’oro
e mi sono seduto nel quanto dell’io

le mie mani nel dorso della notte come mille poeti incendiati d’amore
danzando
immanenti molecole di desiderio

eccomi allora ala sciente icaria
per il clivo di cielo che alletta i fiori alla curva del mondo
dove l’arco di ulisse è curvatura agli steli dei sogni

ho guardato trovarmi in mezzo all’eterno come tra foglie d’estate
e se riesci a fare un cerchio in aria con le dita d’albergarne l’anima
sarai dio che scavalla i prati

André Che Isse

I GINOCCHI ICOSAEDRI

quando arco il braccio lo spazio d’intorno si curva per massa d’amore
e se il tallone è davanti al sole la bocca è chiostro di luce

è uno stato di grazia esser poeti,le parole nascono già lacrime alate
e strizzano il mondo che bevo a collo ubriacando dioniso di guardi

siamo nati per nascere dal vivo e scoccare rose negli archi
mentre si raccoglie l’eternità a grappoli in giorni qualunque

sono un collezionista di ore,quelle che durano fin dove cade il mare
quelle coi ginocchi icosaedri a dodici lune

ancora col fiato tesso l’infinito aggueffando palazzi di fiori
ancora aprendo gli occhi dal sonno è il primo giorno del mondo

e tu in piedi dietro le foglie con l’amore sotto la gonna a pieghe
perché mai nascemmo dalle stelle se non per farci luce mirando il cuore?!

André Che Isse

KOUROS BIRD

I’m a dancer like a nude bird
kouros ebro di nero schiniere tersicoreo tatuato

sono nato dal mio stesso pensiero in meriggi di sole glabro
ma non so dire come nacque il pensiero prima del mondo

l’acqua che mi capriola la gola potrebbe essere scaturigine di mondi
poiché non importa sapere se col sapere non si scavalli universi

I’m a poet like a barefoot word
kouros ulisside arcato alipede

così forgiai i ginocchi di teurgia allunata
allorché la curva dell’essere danz’icaria di transverberazion’ebbra

coltivo la commozione sciente che si egotizza allocchita di sé
non è forse sapere pensarsi a pensare già poesia indiata nuda?!

André Che Isse

SCIENT’IGNUDO SCALZO DANZANTE

quando danzo è sempre il primo giorno del mondo
e sui palmi transustanzia scalzo l’esser mio

nel cerchio delle braccia nacque il sogno di luna gialla
e la curva del sole dall’arco di piede distese l’eterno nel guardo

non è cosa fare ma raccogliere frutte con gli stessi ginocchi di sole!
con gli steli cresciuti d’amore a sepali d’ali scettrati

I’m a poet
e quando cammino l’aria è gentile con me

vedo la pelle delle nubi danzare mute d’albume le idee
insegnando sapersi

ho inventato il primo giorno del mondo in un giorno qualunque
proprio mentre il pensiero attraversava nudo il fiato

André Che Isse