SEDUTO NELL’ESSERCI

cosa scriveresti in fondo all’universo?
danzeresti dopo lo spazio o torneresti ad itaca?
le parole che fanno <<tana!>> alla fine dell’universo non fanno rumore
ma l’eufonia immota della bocca divora leggiadrie di lune scalze
ho ripiegato un tempo veloce in mille pieghe barocche
così che quando arriverò in fondo all’eterno avrò l’età delle stelle
 
ora seduto nell’esserci comprendo l’elisio
la cognoscenzia di movere i bracci per sé sarà calligrafia desossiribonucleica
 
e la curva che curva la luna curva il mio braccio d’arciere
come la bocca in curva di nuca sussurra poi nell’amore
 
ogni momento è monade originaria come unico strale di sole
io c’infilo i diti ebro di miele ulisside
 
André Che Isse

PRIMA DI FARE «TANA!» IN FONDO ALL’ETERNO

mille passi prima del nulla,
999,998,
piano,più piano,
ch’io possa contar le molecole,
riempirmi le tasche con risa di fiori
e gonfiare le gote con curve di nubi;
ancora un po’ di sole prima che tutto svapori!
mille passi per fare l’eterno,
997,996,
piano,più piano,
mille passi per baciarti ancora
l’arco della tua bocca rossa!

André Che Isse