André Che Isse a LART UNIVERSE GALLERY di Montecarlo

“se distendo l’eterno come mappa
dove cupidi vascelli d’alma nascono a curvatura di sole
posso fantasiare la mia piccola ala di muro gialla”
André Che Isse

LART UNIVERSE GALLERY
Montecarlo
Principato di Monaco,
19 marzo 2026:

IMPETRATO D’ALBA

scrivo da una camera d’albergo vista mare
là dove cade il mare!


albeggia sul guardo inusitato
e attendo l’alba come s’attende l’amore


nulla accade se non l’aere in chiarità
non sapendo più dei sogni il limitare


entro così scalzo nel giorno:
e poi accade!


così mai visto:
è un cerchio che inventa il fuoco!


è il primo giorno del mondo?!
il riflesso sull’acqua mi sorride


André Che Isse

UN GIORNO QUALUNQUE STA ALL’ESTASI QUANTO L’ELEGANZA ALLA DANZA

UN GIORNO QUALUNQUE STA ALL’ESTASI QUANTO L’ELEGANZA ALLA DANZA

*
la danza superna è quella che non danza
ho fantasiato un port de bras di nijinsky
incedo in un giorno qualunque senza staccarne i ginocchi dalle stelle

*


André Che Isse

BRECCIA D’ALI

ecco, sono dentro:
dentro lo spirito che allaga il fiato!
ESONDO D’AMORE


tra le dita un’idea
oggi hanno tagliato l’erba!
tra i pensieri l’odore ocra dell’esserci

l’equilibrio del pensiero fa arrossir le rose
e cerchiare un abisso è lumeggiarsi l’ali
così tra i gomiti gli eoni sognano i fiori


c’è qualcosa dentro!
mi gonfia l’alma
giganteggia sullunare

André Che Isse

dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

IL VIZIO DI SUITA’

incedo nel mezzo di suità
crapuloso dadoforo di sé!

ho curvato l’aere per l’alma
tracciato il cerchio di Prospero nella neve

cardato il filodarianna!
albergando la tua nuca nell’amore

e come agrimensore sciamano danzo il primo giorno del mondo:
i ginocchi sui fichi!

UN’ENTELECHIA A GIUSTEZZA EUDEMONICA
e le dita liminali sul miele!


NARRAMI LA VOLUTTA’ DELL’ESSERCI!
l’eleganza aurorale del tuo collo giapponese


André Che Isse

dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

<< Welcome André! >>

“There are artists who paint.
There are artists who sculpt.
And then there are artists like André Che Isse
who dance inside matter.
A dance master before becoming a visual artist,
André carries every step,
every suspension,
every breath of the body into his works.
His creations are born from choreography
and transformed into form:
dance is not just inspiration it is structure,
inner rhythm,
a living trace on the surface.
His figures emerge like gentle presences,
crossed by a light
that does not merely illuminate it reveals.
Thanks to backlighting,
every nuance,
every touch,
every vibration of the artist’s hand becomes visible,
almost spiritual.
In that moment,
the artwork speaks directly to the soul.
And when the light fades,
something poetic happens.
The forms change skin.
They become silent bas-reliefs,
memories of movement.
The lines grow more intimate,
more secret.
What remains are bodies and gestures
like imprints left by a dance just completed.


We are truly grateful,
at Art Universe,
to welcome André into our larger vision.
An artist able to merge visual expression
and the art of movement
into a language that is unique,
sensitive,
deeply human.
Very soon
we will meet his work at our L’arte Universe Gallery
in Galleria in Sassuolo
and in Montecarlo,
continuing this beautiful journey together.
Welcome André.
May this new adventure be made of light,
motion,
and shared emotion.”


Tomaso Neri
(probiviro per LART UNIVERSE & DALI’ UNIVERSE)

SUPINO DI SILENZIO

così immoto che l’aere non tanga
più lentamente del tempo
supino di silenzio

equilibro molecole con le dita
bizantinismo per densità di pensiero
(oro musivo sul tuo collo giapponese)

la mia curva del braccio è l’esedra numinosa per l’arco d’ulisse
seggo poppiere la mia teleologia
tanto da divorarne l’Esserci come ciambelle

così immoto che gli eoni mi traversino!
l’eudemonia è fiato dell’alma
così ne ho alchimiata la lena


André Che Isse

dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

IL BROCCATO STA ALLA PELLE COME I PETALI AL POETA

sono il silenzio della neve
un aerostiere candente sui gigli
orto aulentissimo in essere


ho invaligiato nubi al meriggio
nell’eternità!
coi bracci snudati di levità implume

e mi sono obliquato nella neve
tra gli spazi vuoti
per vederti ancora ridere di neve


saprai dell’amore quando i ginocchi uno alla luna l’altro nel sole
l’ambra nel calice come bocche ebre d’amore
per un angolo acuto d’un bacio


André Che Isse

dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato