il mio braccio disteso arriva un palmo più in là dei sogni
senza muovere il sole dalla pelle
il tuo nastro tra i capelli è disio rubato a una cometa
mentre miro dove cade il mare poeto la curva sul tuo collo giapponese
lo mordo nella luna un momento prima della nuca
tra i miei ginocchi i tuoi passi sulla luna
e ora ti alzerai come ogni giorno sulle tue gote di acero rosso
la prima volta che ti vidi dormire nella notte volevo rubarti la bocca
con le tue labbra avrei baciato il disio nel dorso
per amare devi avere un cesto di stelle fresche
labbra ad angoli di luccicanza
ed esserci sulla luna a raccoglierLe il guardo
André Che Isse
*
(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
