PROIEZIONE ORTOGONALE DEL DISIO

il corpo sta in equilibrio come l’ala inazzurra
e i bracci come lenzuola stese al sole:
bilancieri d’estasi!


tracanno strali di fuoco sul dorso di dioniso
e l’amore fa il giro scalzo due volte sulle gote
la luce dal sole al cuore più lentamente dell’idea da cui nacque

con una mano posso afferrare tutto ciò che vorrò essere
perché con l’altra
pianto alberi di mele che toccano il cielo!


obliquo l’ordito del cogito
mentre tu vorresti amare perdutamente senza rivelarlo a nessuno
così di sbieco ti bacio un angolo uguale alla bocca


André Che Isse

dal mio XXIX TOMO

su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

INFUSIONE D’OMO EUDEMONICO

convivo gli atomi chiamandoli per nome

l’eterno che conosco sale scale come Lionardo notomizzasse i ginocchi

*

sdipano il giorno come filodarianna tra gli eoni

temperando l’attimo per non staccarlo mai dal foglio

*

mi commovo al sapido sapere

e vesto cognoscenza di equilibrio assiro

*

ho costruito un capanno come Monsieur de Sainte-Colombe per la sua viola

così da custodirne amate gote

*

così i bracci consertano l’alma come treccia botticellian’aurata

e subitamente dal petto una felicità gassosa!

*

è prima del mondo prima dei baci la fragranza dei fiori!

mi supino come lotofago immoto mirando ebro 12 lune soltanto

*

André Che Isse

INCRESPATURA D’INFINITO

immoto nel cuore del sole

se ne distendo il braccio d’arciere <<tana!>> nel mondo

così m’avvolgo in crespatura d’infinito

*

l’oro del sole sulle gote è sapiente di almeno 30.000 anni

se questo non è già bastevole per vivere stupefatti !?

e così raccolsi il sorriso di una rosa proprio dove il sole l’aveva nutrito

*

dall’alma ai diti nel miele un filodarianna d’ipseità inaurata

un solo segmento eudemonico

mentre m’infilo tra le pieghe della tua gonna blu

*

appetii di Essere!

e subitamente m’inventai l’ali per annodare chioma al cielo

la prima ruota gaudiosa per l’infinito ebro

*

André Che Isse