HO MANGIATO ROSE ALL’ALBA IN UN GIARDINO DI NEVE

il tuo nome in un fiore per farti una torta

essere così veri da essere ebbri!

nel mio dorso coltivo rose di Babilonia

*


capire

essere gentili

mirare la luna

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danzo sui fiori perpendicolari senza toccarne i petali

io sono neve

e mentre m’innamoro crescono gli alberi

*

raccolgo l’infinito con un gesto

fragile quanto un attimo

meraviglioso come l’inizio del mondo!

*

André Che Isse

(dalle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)

AGRIMENSORE D’ALMA

frinisce il meriggio d’amore

il sapere degli eoni in tazza raku sui palmi

e il guardo con l’aere tesse l’idea del mondo

*

narrami come danzasti tra i fiori!

i bracci corone di lune

senza mai staccare l’oro dalle stelle!

*

suggo l’amore nel vuoto dell’atomo

dove il silenzio è barocco

punto di fuga rinascimentale dietro l’universo

*

ecco come pettinai la felicità:

un agrimensore d’alma

che curvi l’ebbrezza come arco ulisside

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André Che Isse

L’ELEGANZA DELL’ESSERCI E’ L’EQUILIBRIO DELL’ALMA

se curvo la neve danzando posso materiare la levità

angoli dove trovarsi ubriachi d’amore!

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l’increspatura molecolare dell’attimo è scordatura a misura ebra

il tempo ama chi ama il tempo!

*

e quando i ginocchi sono ebri di cinabro rupestre

per ogni ebbrezza sarà nome di stella!

*

allora ogni frontispizio si leggerà antiporta per sogni

il cielo è così pieno di gote che potrebbe soffiarci dentro l’alma!

*

ho stamburato i talloni rotondi nell’albume

così che il silenzio mi dardeggiasse la spuma del riso addosso!

*

Esserci è sapere che la realità impera solo per l’Essere

del resto se tutto esiste solo per chi lo pensa ne avrò cura come fosse la prima idea!

*

André Che Isse

IL GRANAIO DEI SOGNI PERPENDICOLARI

conto le molecole come gesta gaudiose!

non conta quante cose si fanno ma se appartengano alle stelle

e il gesto posizionato con cura sull’aria tesorizza l’ebbrezza

*

sull’equilibrio ordisce l’estasi!

ho un taccuino per poetare gli angoli del giorno

e sempre hanno la stessa sostanza dei gomiti danzanti

*

non raccolgo i fiori ma la curva dei tigli odorosa

la inseguo così lentamente da tracciarne blu d’alma coll’ala

e poi c’è l’istante più incredulo di tutti: dal sonno all’Esserci sul serio!

*

ho costruito un granaio per i sogni perpendicolari

li disbramo come un risveglio

sapendo ora che mi aspettassero da prima di nascere

*

André Che Isse

IL SILENZIO è L’EQUILIBRIO DELL’EBBREZZA

ho guardato vagolare i pensieri tra gli eoni

le ali nella neve lasciano le risa ricordate

bastevole a l’eterno sarà fragrante nell’iride

*

la mia curva del braccio è dima danzante

e se l’Alma materia l’Esserci l’enticità avrà la stessa sostanza del sogno

Io Sono la Verità del mio Sogno

*

dagli stromatoliti alle idee non ci si crede!

l’idea nata dal nulla è serto d’universo ebro

così che cingendomi l’Essere son diventato re

*

e ora sento stendersi mille fiori nel fiato

l’idea è pietra angolare del mondo!

incedo nel sublime immoto

*

André Che Isse

L’AMBRA DELLE IDEE

m’irraggio come un sorriso nel cosmo

più sono nell’attimo più la bocca stivata di fiori

e tra i denti ignude comete giallo van gogh

*

il sole d’estate tatua l’amore sotto la pelle

e io ne disbramo i segnacoli scalzi

allora che di mille baci abbaruffato di stelle

*

così urlo stupefatto l’argento nel silenzio riempito dai grilli!

e non so se amarli più del frinire imperioso al meriggio!?

seduto in barocco agostano o supino bizantismo allunato?

*

m’inazzurro come l’invisibile idea del blu e la curva di un polso indaco m’aulisce

così danzo l’ambra delle idee e m’immillo d’ebbrezze superne

dalle nari al cuore due giri d’anello di saturno

*

André Che Isse

I GINOCCHI DI VASAIO

rincaso sempre giocando alle stelle
e il fiato profuma di eterno adesso

quanto mi piacciono gli acrobati increati che raccolgono melagrane
ho fatto una pasta con le lune per pranzare con gli dèi

perché occorre nascere ad ogni battito di ciglia
emozionati più dei sogni dai pensieri contro il sole

vorrei avere l’orecchio di un direttore d’orchestra per ascoltare la neve
posarsi nella notte muta in bocca d’airone spalancata di stupore

e voglio disegnare il passo su filodarianna
inzafardato di luna gigante rossa in tazza grande

ma gli angeli non hanno le piume perché sono di vento
e se parlo col vento ridiamo assieme ebbri poeti

André Che Isse