PROIEZIONE ORTOGONALE DEL DISIO

il corpo sta in equilibrio come l’ala inazzurra
e i bracci come lenzuola stese al sole:
bilancieri d’estasi!


tracanno strali di fuoco sul dorso di dioniso
e l’amore fa il giro scalzo due volte sulle gote
la luce dal sole al cuore più lentamente dell’idea da cui nacque

con una mano posso afferrare tutto ciò che vorrò essere
perché con l’altra
pianto alberi di mele che toccano il cielo!


obliquo l’ordito del cogito
mentre tu vorresti amare perdutamente senza rivelarlo a nessuno
così di sbieco ti bacio un angolo uguale alla bocca


André Che Isse

dal mio XXIX TOMO

su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

LA CARDATURA DELL’ESTASI

se dove finisse l’Essere principi forse l’aere?!

ma tra l’aere e l’alma chi fosse superno per massa?

stupefarsi nell’attim’istesso che pensiero traversi l’idea!

*

sentirsi ai gomiti: poli del mondo

il cogito nel mezzo stambura ciambelle ad astra

e il periplo imaginifico scalzo d’immoto eternale

*

c’è nell’infinito un punto soltanto dell’Esserci!

cardatura d’estasi stivata

così ho imperlato l’ebbrezza come aerostiere di lampe

*

più profondo il fiato più leve l’ala

assenza di gesto in aere cava

stenditura del silenzio sull’eclittica del guardo

*

André Che Isse

“danzo la perpendicolarità del gesto nell’arco!”

L’EQUILIBRIO DELL’EBBREZZA

*

danzo la perpendicolarità del gesto nell’arco!

mentre il palmo distende la carta come l’amore nel dorso

e i ginocchi del calligrafo sui gigli sfrigolano di neve

*

se tolgo il narrabile dallo scriba rimane la curva danzata

e la piega che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti

ma il funambolo sulla radiazione cosmica di fondo è pietra d’angolo!

*

così equilibro l’ala immota sull’increspatura dell’atomo vermiglio

non importa la distanza dal sole ma l’immobilità dell’estasi!

l’eudemonia sta nel mezzo dell’alma

*

appoggio la fronte dei pensieri dove il ramo s’incurva di neve

proprio al largo di uno stupore con un cesto di stelle fresche

ti bacio così lentamente da veder crescere i meli

*

André Che Isse

*

(da: 24 EUDEMONIE ELETTIVE)

*

Foto di GIANLUCA GALLETTI

dalla performance del 21 aprile 2024

LUX IDEARUM

a LA MONTINA FRANCIACORTA

IL GRANAIO DEI SOGNI PERPENDICOLARI

conto le molecole come gesta gaudiose!

non conta quante cose si fanno ma se appartengano alle stelle

e il gesto posizionato con cura sull’aria tesorizza l’ebbrezza

*

sull’equilibrio ordisce l’estasi!

ho un taccuino per poetare gli angoli del giorno

e sempre hanno la stessa sostanza dei gomiti danzanti

*

non raccolgo i fiori ma la curva dei tigli odorosa

la inseguo così lentamente da tracciarne blu d’alma coll’ala

e poi c’è l’istante più incredulo di tutti: dal sonno all’Esserci sul serio!

*

ho costruito un granaio per i sogni perpendicolari

li disbramo come un risveglio

sapendo ora che mi aspettassero da prima di nascere

*

André Che Isse

LA CAMERA DI EGOTISMO IN ALBIS

André Che Isse

LA CAMERA DI EGOTISMO IN ALBIS:

(trittico)

1. per l’equilibrio:

“La psicostasia di Imhotep”

(pannello sx)

2. per l’armonia:

“L’Otre Ulisside di Isse”

(pannello centrale)

3. per l’estasi:

“quando la misura dei bracci è stenditura d’alma”

(pannello dx)

100 x 391,5 cm

(100 x 130,5 cm ciascheduno)

tempera da muro,matita,ruggine,timbri cartigli di Isse,corda cucita su misto cotone

OPERA RETROILLUMINATA

ottobre 2022 & ottobre 2023

ἔκστασις

ἔκστασις

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stivato di stelle

scalzo di luce

l’ala immota gialla dell’essere

*

André Che Isse

“studio di Coppa apollinea per libare i bracci di Nijinsky”

40 x 95 cm

matita su tela di cotone non preparata

ottobre 2023

SE IMMOTA è L’ALA posso DANZARE la chiarità dell’ESSERCI

tra pensiero e scalza aere alberga l’ala

immota!

quando l’idea dell’alma abbia la stessa sostanza dell’essere

*

non so danzare fuori dall’essere soltanto

ecco perché dipingo per guardare l’estasi negli occhi!

ogni mio fiato fantasia il suo proprio cuore:

*

la lacca dei pensieri!

il nero d’avorio tra le idee!

e una piccola ala di muro gialla sull’iride

*

l’alma deve prendere equilibrio nel corpo da illeggiadrirne i bracci

una camera d’aere che le stelle traversino scienti

un’alba aurorale nel gesto perpendicolare del cogito

*

André Che Isse

L’EQUILIBRIO DELL’ALMA

goccio tessitura eudemonica in mezzo l’essere

come punto di fuga rinascimentale dietro l’universo

oltre ogni incesso: in mezzo l’alma!

*

cosa c’è di più vero che la materia dell’aria tra noi e le cose?!

quel diamante impenetrabile tra l’ala e lo stilita

che solo il dorso dionisiaco transverberi per filodarianna a suità ebra

*

se dita stanno tra sole e meriggio nel miele:

sarà sempre il primo gesto del mondo!

la qualità del movimento equilibra il pensiero gaudioso!

*

c’è una danza di gru nel labirinto icario d’arance:

i bracci a coltura sugli ziqqurat aurati tra l’aere e l’esserci immoti

così l’Equilibrio sta all’Estasi come il Contrappunto all’Arte della Fuga

*

André Che Isse

EBRO IMMOTO

il lusso di pensare con l’anima

il silenzio della pioggia prima della terra

equilibrano l’estasi esistentiva

*

la curvatura tra l’attimo e l’eterno è l’ebbrezza dell’ala

così l’arco della bocca sorregge la via lattea!

e quando salgo i melograni i ginocchi fremono di stelle

*

se la luna pensasse avrebbe il sapore dell’erba tagliata

quando arrovescio l’infinito m’adagio supino in un guscio di noce

così che l’abazia senza tetto come palla di vetro capovolta nevichi

*

dal talamo la pioggia è sarabanda bachiana

il bizantismo del sole tra le persiane è sontuosa pavana elisabettiana

l’Esserci immoto sciente è passacaglia barocca per l’Essere

*

André Che Isse

L’EQUILIBRIO DELL’EBBREZZA

danzo la perpendicolarità del gesto nell’arco!

mentre il palmo distende la carta come l’amore nel dorso

e i ginocchi del calligrafo sui gigli sfrigolano di neve!

*

se tolgo il narrabile dallo scriba rimane la curva danzata

e la piega che inventò il barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti

ma il funambolo sulla radiazione cosmica di fondo è pietra d’angolo!

*

così equilibro l’ala immota sull’increspatura dell’atomo vermiglio

non importa la distanza dal sole ma l’immobilità dell’estasi!

in quanto a piena eudemonia si sta nel mezzo di suità

*

incedo sul disio come il sole sul giallo cromo

un orto di luccicanza su cartiglio tebano da tasca

piccola ala di muro gialla in algoritmo proustiano

*

André Che Isse