SUL PALMO UNA TAZZA DI NEVE
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nella curva del braccio la curva dell’indaco
inchiostro sui diti prima della carta
supino di neve
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dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
supino a Babilonia
il mio dorso non si stacca dalle rose
mentre danzo l’ipotenusa dei gigli
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una distanza di passi eternale
eppure ardiamo insieme!
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sono nato da un sogno
l’ho disteso come filodarianna
ove m’equilibro ora come eclittica d’eliso
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siedo dove principia il pensiero
l’ala mi ha inventato
trabocco d’incontenibile ebbrezza!
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André Che Isse
tra le dita m’asserpolo l’etra
oggi hanno tagliato l’erba!
nei pensieri l’odore ocra dell’esserci
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ho una tazza raku per la neve
prima che dissapori è broccato eternale
in un attimo ne tracanno nubi a garganella
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il lusso dell’estate
la curva ardente delle idee sull’eclittica
nelle tasche il sole
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i fiori potevano esistere solo come idee aulentissime
mentre la poesia rampollava il superuomo nietzscheano
i girasoli li preferisco di giallo cromo su tela!
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André Che Isse
sussurro parole barocche di silenzio
nella pioggia tra le gocce alberga il sole
l’elisio non è mai stato così vicino
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qui si tratta sempre di sceverare il cielo dal vaniloquio!
salire le scale come gru del giappone
e poetarsi illeggiadriti ebri dietro la luna vermiglia
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piccole cose profonde per sempre
un haiku dal sapore di arance
e raccolgo gl’incanti come fiori
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quando soggiorni nell’anima la bellezza è già materia dell’aria
e l’ala si curva dove il cogito goffri l’attimo
allora posso disceverare la leggiadria molecolare col guardo eudemonico
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André Che Isse
in tasca ho sempre con me una luna diurna
perambulo alberi capovolti abbaruffando i pensieri di eterno
inzafardato d’elisio increato
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ho una piccola scatola dove tengo l’infinito
una più grande per l’attimo
quivi a mezzodì passa un veliero
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ora che ho imparato a danzare il pensiero
posso curvare l’idea scalza sui fiori
mantecando tutto nell’essere e basta
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ogni gesto attraversato dal cogito è origine del mondo
e quando arco il braccio principio lo spazio poietico
nel mio acquaio di basalto lavo le fragole
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André Che Isse