curva nella neve
segnacolo di china
avrò sempre la luna nelle tasche!
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perché i fiori?
forse sussurrare alla luna è più che sognare!
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non so bene se danzo la forma del pensiero
o sia la forma disegnata a principiarne l’idea
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del resto è l’Essere che inveri l’attimo!?
o dal Cogito dell’Esserci nasca il mondo!?
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quando finisce il giorno è come fermassi l’infinito!
ma so che rinascerò d’eterno tra poche ore
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e cerchiare un abisso
è lumeggiarsi le ali!
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così curvo il tempo come un braccio
e tra i gomiti gli eoni sognano i fiori!
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André Che Isse
André Che Isse
Le Fil D’André
– DANS LA LUMIÈRE DE L’ARTISTE –
22 rue de la Fontaine au Roi
75011 Paris
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FINO AL 21 DICEMBRE
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[dal catalogo della mostra:]
“Per chi non serve a nulla se non a spingere l’universo”
“Pour ceux qui ne servent qu’à faire avancer l’univers”
André Che Isse
“mi ubriaca il silenzio dei fiori”
La Curva Ebra dell’Haiku,
studio 59° : 54° fiore d’erbario
108 x 100 cm
tempera da muro,carta velina,carboncino,nastro carta,rosso da vetro su misto cotone
novembre 2022
Opera retroilluminata
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“L’ivresse du silence des fleurs”
La Courbe Hébraïque du Haïku
Studio 59° : 54e fleur d’herbier
108 x 100 cm
tempera murale, papier de soie, fusain, ruban adhésif, vernis rouge sur coton mélangé
Novembre 2022
Œuvre rétroéclairée
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Une lumière électromagnétique, parmi les plus rapides, atteint l’œil : c’est le rouge qui capte l’attention. Jaillissant d’un cadre sombre, il est chaud, oriental, et habille trois gestes noirs. Ces gestes racontent la poésie d’une fleur. Racine, tige et feuille se développent en modules, une danse exprimée par les vers délicats d’un poème.
L’image et le titre s’entrelacent dans une révélation mutuelle et, de la poésie, naît la poétesse.
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Una luce elettromagnetica, tra le più veloci, raggiunge l’occhio, è il colore rosso ad attirare l’attenzione, arriva dal centro di una cornice buia, caldo e orientale, veste tre gesti neri, e questi, raccontano la poesia di un fiore.
Radice, fusto e foglia sviluppati in moduli, come una danza espressa dai versi delicati di una poesia.
Immagine e titolo si abbracciano in uno svelarsi reciproco e dalla poesia, la poetessa.
sono nato per tracciare cerchi nel sonno di rembrandt
raccogliere gesti che dioniso girotonda alle idee
e aggallare in eterno l’attimo a dorso di rose
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il peso del corpo spostato da un piede all’altro
è sostanza di cielo in equilibrio ai moti di grazia
così l’alma distilla l’Essere
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ho del cielo tra i denti
e i miei pensieri madidi d’azzurro
mentre m’infilo una camicia spumosa di nubi
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così albergo masse di blu
da volitarne infinito
in camere curve di equilibrio
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André Che Isse
se curvo la neve danzando posso materiare la levità
angoli dove trovarsi ubriachi d’amore!
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l’increspatura molecolare dell’attimo è scordatura a misura ebra
il tempo ama chi ama il tempo!
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e quando i ginocchi sono ebri di cinabro rupestre
per ogni ebbrezza sarà nome di stella!
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allora ogni frontispizio si leggerà antiporta per sogni
il cielo è così pieno di gote che potrebbe soffiarci dentro l’alma!
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ho stamburato i talloni rotondi nell’albume
così che il silenzio mi dardeggiasse la spuma del riso addosso!
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Esserci è sapere che la realità impera solo per l’Essere
del resto se tutto esiste solo per chi lo pensa ne avrò cura come fosse la prima idea!
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André Che Isse
ho tracciato una linea col carbone
in principio ho messo le idee,1000 anni luce sul fondo
nel mezzo la curva dei bracci
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i pensieri senza mani in Essere
ho piegato il giorno in eoni come ulisside l’arco
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bisognava seguirne la convessità delle pietre di pece
fin dove nacque l’idea del Barocco
solo se incedo sulla luccicanza dei ginocchi giungerò l’eliso
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avvolgo la felicità nell’oro del fiato
lo piego fino alla fine del mondo
così che steso ora mi eterni!
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André Che Isse
L’EQUILIBRIO DELL’EBBREZZA
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danzo la perpendicolarità del gesto nell’arco!
mentre il palmo distende la carta come l’amore nel dorso
e i ginocchi del calligrafo sui gigli sfrigolano di neve
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se tolgo il narrabile dallo scriba rimane la curva danzata
e la piega che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti
ma il funambolo sulla radiazione cosmica di fondo è pietra d’angolo!
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così equilibro l’ala immota sull’increspatura dell’atomo vermiglio
non importa la distanza dal sole ma l’immobilità dell’estasi!
l’eudemonia sta nel mezzo dell’alma
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appoggio la fronte dei pensieri dove il ramo s’incurva di neve
proprio al largo di uno stupore con un cesto di stelle fresche
ti bacio così lentamente da veder crescere i meli
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André Che Isse
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(da: 24 EUDEMONIE ELETTIVE)
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Foto di GIANLUCA GALLETTI
dalla performance del 21 aprile 2024
LUX IDEARUM
a LA MONTINA FRANCIACORTA
non sono già ebri sul frinire d’aere millanta filidarianna di klimt?!
tessono l’oro nei silenzi come il coppiere che mesca il mare
ed io ne danzo la curva che non gualcisca il guardo
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aggallo nella felicità come nascessi ora piccola ala di muro gialla
e mi sussurro alla bellezza
là ho incontrato Proust al meriggio su curve ocra di fiori
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barcollo per conoscenza!
saranno bastevoli a traboccarne dietro l’universo 12 tomi neri di Prospero?
nel mio zaino il mio quaderno di poesie e lo gnomone d’Anassimandro
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ho disegnato i canopi di Imhotep per custodirne il sapere
l’Arte deve essere sublime!
alfine, primo movimento per quartetto d’archi: pavana a fragranza d’erba tagliata
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André Che Isse
conto le molecole come gesta gaudiose!
non conta quante cose si fanno ma se appartengano alle stelle
e il gesto posizionato con cura sull’aria tesorizza l’ebbrezza
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sull’equilibrio ordisce l’estasi!
ho un taccuino per poetare gli angoli del giorno
e sempre hanno la stessa sostanza dei gomiti danzanti
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non raccolgo i fiori ma la curva dei tigli odorosa
la inseguo così lentamente da tracciarne blu d’alma coll’ala
e poi c’è l’istante più incredulo di tutti: dal sonno all’Esserci sul serio!
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ho costruito un granaio per i sogni perpendicolari
li disbramo come un risveglio
sapendo ora che mi aspettassero da prima di nascere
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André Che Isse