UN GIORNO QUALUNQUE STA ALL’ESTASI QUANTO L’ELEGANZA ALLA DANZA
*
la danza superna è quella che non danza
ho fantasiato un port de bras di nijinsky
incedo in un giorno qualunque senza staccarne i ginocchi dalle stelle
*
André Che Isse
UN GIORNO QUALUNQUE STA ALL’ESTASI QUANTO L’ELEGANZA ALLA DANZA
*
la danza superna è quella che non danza
ho fantasiato un port de bras di nijinsky
incedo in un giorno qualunque senza staccarne i ginocchi dalle stelle
*
André Che Isse
ecco, sono dentro:
dentro lo spirito che allaga il fiato!
ESONDO D’AMORE
tra le dita un’idea
oggi hanno tagliato l’erba!
tra i pensieri l’odore ocra dell’esserci
l’equilibrio del pensiero fa arrossir le rose
e cerchiare un abisso è lumeggiarsi l’ali
così tra i gomiti gli eoni sognano i fiori
c’è qualcosa dentro!
mi gonfia l’alma
giganteggia sullunare
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
incedo nel mezzo di suità
crapuloso dadoforo di sé!
ho curvato l’aere per l’alma
tracciato il cerchio di Prospero nella neve
cardato il filodarianna!
albergando la tua nuca nell’amore
e come agrimensore sciamano danzo il primo giorno del mondo:
i ginocchi sui fichi!
UN’ENTELECHIA A GIUSTEZZA EUDEMONICA
e le dita liminali sul miele!
NARRAMI LA VOLUTTA’ DELL’ESSERCI!
l’eleganza aurorale del tuo collo giapponese
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
“There are artists who paint.
There are artists who sculpt.
And then there are artists like André Che Isse
who dance inside matter.
A dance master before becoming a visual artist,
André carries every step,
every suspension,
every breath of the body into his works.
His creations are born from choreography
and transformed into form:
dance is not just inspiration it is structure,
inner rhythm,
a living trace on the surface.
His figures emerge like gentle presences,
crossed by a light
that does not merely illuminate it reveals.
Thanks to backlighting,
every nuance,
every touch,
every vibration of the artist’s hand becomes visible,
almost spiritual.
In that moment,
the artwork speaks directly to the soul.
And when the light fades,
something poetic happens.
The forms change skin.
They become silent bas-reliefs,
memories of movement.
The lines grow more intimate,
more secret.
What remains are bodies and gestures
like imprints left by a dance just completed.
We are truly grateful,
at Art Universe,
to welcome André into our larger vision.
An artist able to merge visual expression
and the art of movement
into a language that is unique,
sensitive,
deeply human.
Very soon
we will meet his work at our L’arte Universe Gallery
in Galleria in Sassuolo
and in Montecarlo,
continuing this beautiful journey together.
Welcome André.
May this new adventure be made of light,
motion,
and shared emotion.”
Tomaso Neri
(probiviro per LART UNIVERSE & DALI’ UNIVERSE)
così immoto che l’aere non tanga
più lentamente del tempo
supino di silenzio
equilibro molecole con le dita
bizantinismo per densità di pensiero
(oro musivo sul tuo collo giapponese)
la mia curva del braccio è l’esedra numinosa per l’arco d’ulisse
seggo poppiere la mia teleologia
tanto da divorarne l’Esserci come ciambelle
così immoto che gli eoni mi traversino!
l’eudemonia è fiato dell’alma
così ne ho alchimiata la lena
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
sono il silenzio della neve
un aerostiere candente sui gigli
orto aulentissimo in essere
ho invaligiato nubi al meriggio
nell’eternità!
coi bracci snudati di levità implume
e mi sono obliquato nella neve
tra gli spazi vuoti
per vederti ancora ridere di neve
saprai dell’amore quando i ginocchi uno alla luna l’altro nel sole
l’ambra nel calice come bocche ebre d’amore
per un angolo acuto d’un bacio
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
il corpo sta in equilibrio come l’ala inazzurra
e i bracci come lenzuola stese al sole:
bilancieri d’estasi!
tracanno strali di fuoco sul dorso di dioniso
e l’amore fa il giro scalzo due volte sulle gote
la luce dal sole al cuore più lentamente dell’idea da cui nacque
con una mano posso afferrare tutto ciò che vorrò essere
perché con l’altra
pianto alberi di mele che toccano il cielo!
obliquo l’ordito del cogito
mentre tu vorresti amare perdutamente senza rivelarlo a nessuno
così di sbieco ti bacio un angolo uguale alla bocca
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
la misura è l’ala del guardo
così posso camminare gli orli del pensiero
ma è nel non fare nulla la mescita dell’Essere
immoto tale che gli eoni mi traversino
ogni gesto deve inventare il mondo!
come l’atomo ha enfiato il sole
l’eleganza è più lenta del tempo
e l’equilibrio non lascia impronta
ho divorato il limone di Manet!
cinabro, ocra rossa, minio, vermiglione
l’idea escita dal guardo sciente
è Nascita di Primo Uomo!
André Che Isse
dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato
coi ginocchi affogati nell’oro tracanno l’estate
lecconerie di luccicanza!
e l’amore scende le scale nel mezzo elicoidale dei fiori
proprio all’orlo dei baci scalzi
se distendo i baci che tiene la tua bocca posso toccare la luna
ecco perché lasciai la via battuta per la tua nuca
è un vero peccato che il sole non possa tracannarsi la spuma dei fichi
nel cinabro sugoso le tue gote di marzapane
e poi contai i passi dal giardino a tutto l’universo
e sempre la somma dava uguale a quelli di casa
allora conoscevo l’ipotenusa dell’alma!
il lato più lungo dove scivoli il cuore
André Che Isse
*
(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)