LA PIEGA CHE LA LUCE FA NELL’ANGOLO DI UNA STELLA

se in un sol giorno hai pensato sapendo di pensare
e di mille guardi hai conosciuto il tuo riso
poi che i bracci provandone il volo danzasti


allora puoi fermare le molecole per guardarti all’ombra dei cipressi perpendicolari
riempirti d’amore le ossa
così che tra i denti si accordelli il cielo come un regalo


non è il numero delle stelle ma la curva di un gesto a conoscere l’eterno
(raccolgo i tuoi baci in un cesto da giardino)
mentre equilibro l’ebbrezza dove l’attimo riconosca l’idea che lo nutre


ho temperato i ginocchi con i fiori per salire l’albero dove obliquano le nubi
traversato il blu come nijinsky il meriggio
danzando lo spessore d’un gesto in fragranza d’erba tagliata


André Che Isse

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(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)

HO CAMMINATO LE PIEGHE DELLA LUNA

il futuro è una biglia di vetro tra le dita

dentro è solo fantasia!

tutta quella che può soppesare il tuo palmo

*

bisogna essere giocolieri!

per mettere i sogni nella luna

quella che può eclissare il sole!

*

c’è una Coscienza di cristallo prima del Vero

fragile come i poeti

luminescente quanto la Volontà di Potenza nicciana

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se il mio passo ha la stessa misura del diametro fantastico

ogn’istante dopo l’attimo

avrà la stessa sostanza dell’Alma!

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André Che Isse

dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

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“IL TRITTICO DEI SOGNI:

III. La giocoliera di sogni”

108×100 cm

corda cucita su misto cotone,tempera da muro

opera retroilluminata

aprile 2013

IL PASSO FRAGILE DI DIONISO

IL PASSO FRAGILE DI DIONISO

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tutto è già accaduto?

m’innamoro senza fare nulla

è quando non accade nulla che l’Essere può Esserci sul serio!

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sono una rampa di lancio per dioniso scalzo

albergo in un’ipotenusa d’eterno

su millanta quadrivi ebri senza soluzione di continuo eudemonico

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così seggo in atomo immoto dietro l’universo

equilibrista in unico punto cui l’infinito frinisca

la felicità si raccoglie tra gli spazi vuoti dell’atomo

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e le parole che fanno << tana! >> alla fine dell’universo non fanno rumore

ho ripiegato un tempo veloce in mille pieghe Barocche

così che quando arriverò in fondo all’eterno avrò l’età delle stelle

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André Che Isse

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Dal Catalogo:

LA LUCCICANZA D’ALMA

(già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)

LA PIEGHETTATURA DELL’ETERNO

ho tracciato una linea col carbone

in principio ho messo le idee,1000 anni luce sul fondo

nel mezzo la curva dei bracci

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scalzo senza fare nulla

i pensieri senza mani in Essere

ho piegato il giorno in eoni come ulisside l’arco

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bisognava seguirne la convessità delle pietre di pece

fin dove nacque l’idea del Barocco

solo se incedo sulla luccicanza dei ginocchi giungerò l’eliso

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avvolgo la felicità nell’oro del fiato

lo piego fino alla fine del mondo

così che steso ora mi eterni!

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André Che Isse

“la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti”

André Che Isse

“la curva che inventò il Barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti”

La Curva Ebra dell’Haiku,

studio 68° per fiore d’erbario

77,5 x 84,5 cm

tempera da muro,carta velina,carboncino,matita,nastro carta,timbro-cartiglio di Isse,

giallo da vetro su misto cotone

maggio 2023

OPERA RETROILLUMINATA

L’EQUILIBRIO DELL’EBBREZZA

danzo la perpendicolarità del gesto nell’arco!

mentre il palmo distende la carta come l’amore nel dorso

e i ginocchi del calligrafo sui gigli sfrigolano di neve!

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se tolgo il narrabile dallo scriba rimane la curva danzata

e la piega che inventò il barocco è l’ebbrezza delle idee ardenti

ma il funambolo sulla radiazione cosmica di fondo è pietra d’angolo!

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così equilibro l’ala immota sull’increspatura dell’atomo vermiglio

non importa la distanza dal sole ma l’immobilità dell’estasi!

in quanto a piena eudemonia si sta nel mezzo di suità

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incedo sul disio come il sole sul giallo cromo

un orto di luccicanza su cartiglio tebano da tasca

piccola ala di muro gialla in algoritmo proustiano

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André Che Isse