TRE PROGETTI BLU DI IMHOTEP PER LA CAMERA ALCHEMICA DEL FARAONE DJOSER
(trittico)
_nel mio dorso blu coltivo rose di Babilonia
_i ginocchi blu d’auriga per il carro di Aton
_Irtofade divide l’aere dal blu
108 x 100 cm ciascheduno
tempera da muro,ruggine,blu da vetro,cartigli di Isse,corda cucita su misto cotone
OPERA RETROILLUMINATA
novembre 2024
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TROIS PROJETS BLEUS D’IMHOTEP POUR LA CHAMBRE ALCHIMIQUE DU PHARAON DJOSER
(triptyque)
• Dans mon dos bleu, je cultive les roses de Babylone
• Les genoux bleus du cocher pour le char d’Aton
• Irtofade sépare l’air du bleu
108 x 100 cm chacune
tempera murale, rouille, bleu de verre, cartouches d’Isse, corde cousue sur coton mélangé
Œuvre rétroéclairée
Novembre 2024
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Lo specchio dei Tavolinetti, vestiti delle stesse tinte,
sono il dorso, i ginocchi e il bacino,
architetture antiche come piramidi,
complesse come stelle.
Un trittico, come haiku,
racconta la costruzione dei corpi,
quindi del movimento mentre sfocia,
in danza.
Nei cartigli di André,
si celano le informazioni
sullo studio di progettazione dell’opera.
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Le miroir des petites tables, habillées des mêmes teintes, sont le dos, les genoux et le bassin : des architectures anciennes comme des pyramides, complexes comme des étoiles. Un triptyque, tel un haïku, raconte la construction des corps et leur mouvement, qui culmine en une danse. Dans les cartouches d’André, se cachent les secrets de la conception de l’œuvre.
Il guardo di Edran tesseva via via al crescendo cupido
un filodarianna invisibile che avrebbe potuto dimorare l’eterno
sul dorso della seta
dove principiano i bottoni d’albume tondo del suo amore.
Ad ogni bottone la bocca dell’asola serrava stretta le labbra
come un’amante arrovesciata sul deliquio dei baci vermigli.
Il giocoforza del piacere ostese quel crepitare frusciante di seta
che stringeva il corpo al corpo delle idee.
Edran auscultava il fiato dell’amore come un collezionista di piogge
avrebbe disceverato il colore delle gocce.
Un diluvio di un solo bacio
che non staccasse le bocche per l’intera notte
avrebbe trasfigurato per sempre
il corso degli eventi ai due amanti dietro l’universo.
sono strale poietico a gomiti d’arco d’ulisse
e le tue gote più vermiglie come ancora sui meli
ho rubato un sorriso alla luna
per infilarmelo come una camicia nuova
e ora ho un dorso d’argento
quando capisci davvero l’amore baci in bocca l’eterno
allora un piccolo fiato sarà un capogiro elisio
e nella cruna di un fotone assolato albergo sciente
così che ogni gesto sia semenza per nascita di stella
fino a che immoto a velocità della luce non abbia fatto «tana!» in fondo all’eterno
mi sono attergato nudo di neve
proprio dove nacqui scalzo d’amore