L’IPOTENUSA DELL’ALMA

coi ginocchi affogati nell’oro tracanno l’estate
lecconerie di luccicanza!


e l’amore scende le scale nel mezzo elicoidale dei fiori
proprio all’orlo dei baci scalzi

se distendo i baci che tiene la tua bocca posso toccare la luna
ecco perché lasciai la via battuta per la tua nuca


è un vero peccato che il sole non possa tracannarsi la spuma dei fichi
nel cinabro sugoso le tue gote di marzapane

e poi contai i passi dal giardino a tutto l’universo
e sempre la somma dava uguale a quelli di casa


allora conoscevo l’ipotenusa dell’alma!
il lato più lungo dove scivoli il cuore


André Che Isse

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(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)

LA PIEGA CHE LA LUCE FA NELL’ANGOLO DI UNA STELLA

se in un sol giorno hai pensato sapendo di pensare
e di mille guardi hai conosciuto il tuo riso
poi che i bracci provandone il volo danzasti


allora puoi fermare le molecole per guardarti all’ombra dei cipressi perpendicolari
riempirti d’amore le ossa
così che tra i denti si accordelli il cielo come un regalo


non è il numero delle stelle ma la curva di un gesto a conoscere l’eterno
(raccolgo i tuoi baci in un cesto da giardino)
mentre equilibro l’ebbrezza dove l’attimo riconosca l’idea che lo nutre


ho temperato i ginocchi con i fiori per salire l’albero dove obliquano le nubi
traversato il blu come nijinsky il meriggio
danzando lo spessore d’un gesto in fragranza d’erba tagliata


André Che Isse

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(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)

INZAFARDATO DI LUNA

tutto si annoda al tempo come neve impazzita di giallo
mentre si nasce frecce adamantine sospese tra le stelle
ti abbraccio come fossi fatta di luna


entro ed esco dalla tua bocca come fosse il mio unico viaggio
scalzo dietro le comete senza chiederti nulla che non sia il tuo sorriso
prima che un dio inventasse la notte il tuo riso inventava l’amore


ho capovolto l’universo per capire dove finisca
e seggo spesso come fosse per sempre garrendomi il cuore
inzafardato di luna!


quante volte ho parlato alla notte con voci d’argento!
notti eterne dove l’amore è mille origami di baci
e tu sorridi mentre cerchi un angolo uguale alla bocca per baciare di sbieco l’amore


André Che Isse

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(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)

IL GIOCO DEL TEMPO E DELLE POSSIBILITA’

conto i passi fino alla luna e poi mi lancio nel vuoto
dove cadrò edificherò il mio tempo


poi al sole ti pettinerò i filidarianna perché tu possa annodarli alle stelle
così da trovare i bordi delle cose senza perdere la neve dalle dita

ora però mi infilo il silenzio come una camicia nuova
barrendo d’ebbrezza dietro l’universo!


e se le iridi cogliendo dai cedri dentro cadremo
come un pozzo di Alice sarà il nostro angolo di labbra


dove i baci girotondano madidi dervisci
e le bocche appena dischiuse per passare i dettagli d’amore


quell’amore che ci ha scelto prima del mondo
quando ancora il tempo era solo neve sparsa sul tuo riso


André Che Isse

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(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)

IMBANDIGIONI D’AMORE IN TAZZA GRANDE

mi aggeggio di elisio
con la stessa cura con cui piego l’aria per metterla in tasca
mi argomento senza gualcirla millanta di ali mentre divoro la neve


mi albergo d’infinito
come bolle di sapone per i gomiti delle stelle
non riesco a smettere di guardarti l’attimo negli occhi


la tua bocca di fronte la mia: non fanno angoli
ti scrivo coi ginocchi di una cometa mentre danzo sui draghi
per curvare il pensiero all’universo


m’inazzurro immoto
e se l’incesso del ramo sarà più lentamente di un solo eterno
sarà bastevole a disegnarti i talloni nei fiori


André Che Isse

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(da:

24 EUDEMONIE ELETTIVE)