Tag Archives: 24 EUDEMONIE ELETTIVE
L’IPOTENUSA DELL’ALMA
coi ginocchi affogati nell’oro tracanno l’estate
lecconerie di luccicanza!
e l’amore scende le scale nel mezzo elicoidale dei fiori
proprio all’orlo dei baci scalzi
se distendo i baci che tiene la tua bocca posso toccare la luna
ecco perché lasciai la via battuta per la tua nuca
è un vero peccato che il sole non possa tracannarsi la spuma dei fichi
nel cinabro sugoso le tue gote di marzapane
e poi contai i passi dal giardino a tutto l’universo
e sempre la somma dava uguale a quelli di casa
allora conoscevo l’ipotenusa dell’alma!
il lato più lungo dove scivoli il cuore
André Che Isse
*
(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
LA PIEGA CHE LA LUCE FA NELL’ANGOLO DI UNA STELLA
se in un sol giorno hai pensato sapendo di pensare
e di mille guardi hai conosciuto il tuo riso
poi che i bracci provandone il volo danzasti
allora puoi fermare le molecole per guardarti all’ombra dei cipressi perpendicolari
riempirti d’amore le ossa
così che tra i denti si accordelli il cielo come un regalo
non è il numero delle stelle ma la curva di un gesto a conoscere l’eterno
(raccolgo i tuoi baci in un cesto da giardino)
mentre equilibro l’ebbrezza dove l’attimo riconosca l’idea che lo nutre
ho temperato i ginocchi con i fiori per salire l’albero dove obliquano le nubi
traversato il blu come nijinsky il meriggio
danzando lo spessore d’un gesto in fragranza d’erba tagliata
André Che Isse
*
(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
INZAFARDATO DI LUNA
tutto si annoda al tempo come neve impazzita di giallo
mentre si nasce frecce adamantine sospese tra le stelle
ti abbraccio come fossi fatta di luna
entro ed esco dalla tua bocca come fosse il mio unico viaggio
scalzo dietro le comete senza chiederti nulla che non sia il tuo sorriso
prima che un dio inventasse la notte il tuo riso inventava l’amore
ho capovolto l’universo per capire dove finisca
e seggo spesso come fosse per sempre garrendomi il cuore
inzafardato di luna!
quante volte ho parlato alla notte con voci d’argento!
notti eterne dove l’amore è mille origami di baci
e tu sorridi mentre cerchi un angolo uguale alla bocca per baciare di sbieco l’amore
André Che Isse
*
(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
IL GIOCO DEL TEMPO E DELLE POSSIBILITA’
conto i passi fino alla luna e poi mi lancio nel vuoto
dove cadrò edificherò il mio tempo
poi al sole ti pettinerò i filidarianna perché tu possa annodarli alle stelle
così da trovare i bordi delle cose senza perdere la neve dalle dita
ora però mi infilo il silenzio come una camicia nuova
barrendo d’ebbrezza dietro l’universo!
e se le iridi cogliendo dai cedri dentro cadremo
come un pozzo di Alice sarà il nostro angolo di labbra
dove i baci girotondano madidi dervisci
e le bocche appena dischiuse per passare i dettagli d’amore
quell’amore che ci ha scelto prima del mondo
quando ancora il tempo era solo neve sparsa sul tuo riso
André Che Isse
*
(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
IMBANDIGIONI D’AMORE IN TAZZA GRANDE
mi aggeggio di elisio
con la stessa cura con cui piego l’aria per metterla in tasca
mi argomento senza gualcirla millanta di ali mentre divoro la neve
mi albergo d’infinito
come bolle di sapone per i gomiti delle stelle
non riesco a smettere di guardarti l’attimo negli occhi
la tua bocca di fronte la mia: non fanno angoli
ti scrivo coi ginocchi di una cometa mentre danzo sui draghi
per curvare il pensiero all’universo
m’inazzurro immoto
e se l’incesso del ramo sarà più lentamente di un solo eterno
sarà bastevole a disegnarti i talloni nei fiori
André Che Isse
*
(da:
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
SE TI GIRO INTORNO DUE VOLTE POTRA’ L’ARCIERE COLPIRE LA LUNA
perché si obliqua il capo per baciarsi?
è forse come l’asse terrestre inclinato di fronte all’universo?
attendo le tue labbra come si attende l’estate
ovunque sarai ti troverò col capo inclinato tra gli equinozi
forse cerchiamo chi ci segga dietro l’iride?!
ed io ho disegnato sulla pelle del guardo un giardino d’estate!
l’ho disegnato per chi lo leggerà nella stanza dei profumi
c’è chi accompagna e chi invece è della stessa sostanza dell’altro
amo l’estate perché è già accaduto tutto
e il tempo inizia dove si posa il guardo
lussurio in Essere
mentre ti bacio così lentamente che in fondo alla notte rimane il tuo pensiero in bocca
André Che Isse
*
(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
ALL’ORLO DEI PENSIERI GLI ALBERI CRESCONO CAPOVOLTI
lancerò un sasso piatto sull’acqua per cogliere i cerchi in ceste da giardino
e anche senza fare nulla ho già riempito il mondo mirandolo
adoro indossarmi il tempo come una camicia nuova!
sentirsi eterni a piedi nudi saporando ciambelle per fauni
ardo immoto la commozione gaudiosa nel movimento angolare del cogito
legato alle rose come Sebastiano ai dardi!
mentre tu mi affoghi d’amore la bocca
amo inventarti l’amore come fosse la tua prima ruota nella neve!
e ascolto tutti i silenzi del mondo come un agrimensore rinascimentale
un danzatore poeta che materia i gomiti agli arcangeli ebri!
è auscultando ciò che sono che dispiegai l’ala
trovando l’iperbole dell’Esserci ad angoli eudemonici
André Che Isse
*
(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
IL FIATO SERVE ALLE PIUME PER CAPIRE LA PELLE DEL SOLE
ho volato prima che imparassi le ali
posso vedere la luccicanza delle idee saltare come delfini
ebro d’azzurro
monaco icario
guglia di sole
curva d’amore
mi sono ubriacato di pieghe Barocche sull’orizzonte degli eventi
così tanto da girotondare due volte l’eterno coi bracci
qui non si tratta di essere diversi ma unici!
come impronte digitali nel miele
amo il pensiero che sa di pensare
amo l’idea che inventa la ruota!
André Che Isse
*
(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)
OTRE D’ALMA
la misura dell’anima sta in mezzo all’eterno
aurorale dai calcagni azzurri
quando la curva del piede s’appoggi alla curva del mondo
seggo dentro l’ebbrezza che soppesa il mio eterno
ho braccia d’ali per mescere l’aria con le curve
e pieghe Barocche di fiori nel dorso tatuato di mele
l’idea di materia è pari al peso spostato dal guardo
che l’asse del cosmo àncora all’aire del mondo
così che l’aseità del gomito sia azimut ignudo per stelle scienti
cos’è questo mio poetarsi addosso?
non è forse già eternità indossabile?!
è il sole invece del sangue!
André Che Isse
*
(dal Catalogo
LA LUCCICANZA D’ALMA;
già nelle
24 EUDEMONIE ELETTIVE)