LE GRU LACCATE A NEVE

LE GRU LACCATE A NEVE

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l’idea che inventò la ruota è la mia ebbrezza quotidiana!

il pensiero che pensa al pensiero è l’idea che inventa l’Uomo

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narrami i ginocchi allunati d’aedo danzante!

così saprò sempre quale stanza del labirinto ha il sole

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per il poeta la distanza tra le parole è misura tra l’attimo e l’eterno

dalle stelle l’odore della notte sa di erba tagliata al meriggio

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non so di un tempo prima del tempo ma conosco il tempo che nasce

l’Essere immerso nell’Esserci aggalla per elisio

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quando cammino nella neve m’innamoro

non conta il fare ma i fruscii dell’ala inventati

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e quando il silenzio è tutte le pause tra le note

sfrigola l’eleganza curvando i ginocchi di gru nella neve

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André Che Isse

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Dal Catalogo:

LA LUCCICANZA D’ALMA

(già nelle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)

LA PERPENDICOLARE SUI FIORI

c’è un tempo che si può infilare come una camicia di lindura

i bracci nella stiratura odorosa sono corridoi dietro l’universo

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dove appoggerò il cogito sarà l’inizio del mondo

e l’arco del piede ulisside è l’idea nascente!

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tra il pensiero e l’eterno un solo filodarianna:

sono il suo funambolo!

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ho nomato l’ala e tracciato il volo

disbramando pareidolie di nubi

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si tratta di un equilibrio eudemonico:

tanto ho fantasiato l’Esserci quanto l’alma ne contenga

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quando incedo c’è qualcosa: una perpendicolare sui fiori

la grazia di spostare il mondo sull’eterno

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André Che Isse

LA VITA PUO’ ESSERE ETERNA SE CONTI CON LE DITA

se fisso per un’ora la sfera dei minuti non è forse già eterno?!

e perché non ti accorgesti invece di un anno intero passato come niente?

ho imparato a mettermi l’attenzione di vivere addosso senza staccarne matita dal foglio

ed ora in un giorno qualunque posso arrivare alla luna e tornare più lentamente del tempo

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ma come fu che imparai il fuoco prima della ruota?

solo la bocca che colga neve prima della terra piega l’arco ulisside

e allora tornai prima di nascere il mondo solo di indaco le gote

come atomi d’albume poietico

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non si può che non essere eterni in un giorno qualunque!

proprio mentre dioniso s’infila nei talloni di rimbaud

dove in bocca stivo luccicanza

supino di Esserci e basta!

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André Che Isse

(dalle 24 EUDEMONIE ELETTIVE)

SUL PALMO UNA TAZZA DI NEVE

SUL PALMO UNA TAZZA DI NEVE

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nella curva del braccio la curva dell’indaco

inchiostro sui diti prima della carta

supino di neve

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André Che Isse

dal mio XXIX TOMO

su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

AGRIMENSORE D’ALMA

frinisce il meriggio d’amore

il sapere degli eoni in tazza raku sui palmi

e il guardo con l’aere tesse l’idea del mondo

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narrami come danzasti tra i fiori!

i bracci corone di lune

senza mai staccare l’oro dalle stelle!

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suggo l’amore nel vuoto dell’atomo

dove il silenzio è barocco

punto di fuga rinascimentale dietro l’universo

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ecco come pettinai la felicità:

un agrimensore d’alma

che curvi l’ebbrezza come arco ulisside

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André Che Isse

E’ L’EQUILIBRIO DEL PENSIERO AD ARROSSIR LE ROSE?!

perché i fiori?

forse sussurrare alla luna è più che sognare!

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non so bene se danzo la forma del pensiero

o sia la forma disegnata a principiarne l’idea

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del resto è l’Essere che inveri l’attimo!?

o dal Cogito dell’Esserci nasca il mondo!?

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quando finisce il giorno è come fermassi l’infinito!

ma so che rinascerò d’eterno tra poche ore

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e cerchiare un abisso

è lumeggiarsi le ali!

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così curvo il tempo come un braccio

e tra i gomiti gli eoni sognano i fiori!

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André Che Isse

GALERIE LA RALENTIE 7.12.2024 PARIS

André Che Isse

Le Fil D’André

– DANS LA LUMIÈRE DE L’ARTISTE –

GALERIE LA RALENTIE

22 rue de la Fontaine au Roi

75011 Paris

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FINO AL 21 DICEMBRE

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[dal catalogo della mostra:]

“Per chi non serve a nulla se non a spingere l’universo”

“Pour ceux qui ne servent qu’à faire avancer l’univers”

André Che Isse

“mi ubriaca il silenzio dei fiori”

La Curva Ebra dell’Haiku,

studio 59° : 54° fiore d’erbario

108 x 100 cm

tempera da muro,carta velina,carboncino,nastro carta,rosso da vetro su misto cotone

novembre 2022

Opera retroilluminata

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“L’ivresse du silence des fleurs”

La Courbe Hébraïque du Haïku

Studio 59° : 54e fleur d’herbier

108 x 100 cm

tempera murale, papier de soie, fusain, ruban adhésif, vernis rouge sur coton mélangé

Novembre 2022

Œuvre rétroéclairée

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Une lumière électromagnétique, parmi les plus rapides, atteint l’œil : c’est le rouge qui capte l’attention. Jaillissant d’un cadre sombre, il est chaud, oriental, et habille trois gestes noirs. Ces gestes racontent la poésie d’une fleur. Racine, tige et feuille se développent en modules, une danse exprimée par les vers délicats d’un poème.

L’image et le titre s’entrelacent dans une révélation mutuelle et, de la poésie, naît la poétesse.

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Una luce elettromagnetica, tra le più veloci, raggiunge l’occhio, è il colore rosso ad attirare l’attenzione, arriva dal centro di una cornice buia, caldo e orientale, veste tre gesti neri, e questi, raccontano la poesia di un fiore.

Radice, fusto e foglia sviluppati in moduli, come una danza espressa dai versi delicati di una poesia.

Immagine e titolo si abbracciano in uno svelarsi reciproco e dalla poesia, la poetessa.