ASTRI NARCISI AULENTI

supino sui fiori
distendo il pensiero
sull’eternità di un bagliore

e mi materio di commozione
per quelle piccole molecole
che mi danzano addosso

asserpolato d’amore
ho raccolto l’aere con l’ebbrezza
scolta numinosa agli eoni

ti ho vista nascere dai meli
spumosa dell’oro
dall’erba tagliata al meriggio si specchiano gli astri

André Che Isse

dal mio XXIX TOMO
su carta riciclata a copertina di cuoio nero rigenerato

AGRIMENSORE D’ALMA

frinisce il meriggio d’amore

il sapere degli eoni in tazza raku sui palmi

e il guardo con l’aere tesse l’idea del mondo

*

narrami come danzasti tra i fiori!

i bracci corone di lune

senza mai staccare l’oro dalle stelle!

*

suggo l’amore nel vuoto dell’atomo

dove il silenzio è barocco

punto di fuga rinascimentale dietro l’universo

*

ecco come pettinai la felicità:

un agrimensore d’alma

che curvi l’ebbrezza come arco ulisside

*

André Che Isse

CONOSCERE L’ALA PER CURVARE L’ARIA APPENA

Quei bassorilievi di Babilonia tra le idee ardenti,

più metafisici che aggettanti.

E’ quando la dedizione che l’alma richiede arde,

che l’immobilità d’azione necessita;

solo attraversati dall’amore,

transverberati,

nel silenzio scultoreo dell’immobilità,

sarà possibile auscultare la luccicanza numinosa.

Appartenere al sublime come il riso del sole.

Conoscere l’ala per curvare l’aria appena;

nel gomito del danzatore la testata d’angolo per il mondo.

E i ginocchi ebri di cinabro rupestre.

*

André Che Isse

STIVARSI DI STELLE!

sfilo i pensieri dall’orto ordito

pensieri che guardano se stessi nascere

idee ingemmate per suità eternale

*

ti ho vista dormire in una rosa dietro l’universo

la curva del sonno aveva la stessa sostanza del mio braccio d’arciere

il silenzio dei sogni di notte rimane odoroso

*

allineo i pensieri come pianeti numinosi

così che tutti gli accadimenti siano in sublimità

ogni attimo avrà la giustezza di curvatura eudemonica

*

stivarsi di stelle!

tracciarne luccicanza silente

e illeggiadrirsi d’ebbrezza elisia

*

André Che Isse

GLI ORTI PETTINATI A CHIOMADORO

raccolgo il pensiero dei gigli scalzo

chimerizzo alberi di gigli!

dove arrampico fino alle nubi per la spuma del bianco

*

un notturno di chopin è più d’argento che d’albume?

o forse la poesia non è che l’odore cosmico di fondo?!

quelle chiose che inzafardano la luna a me paion voci!

*

sussurri di guardi per angolo acuto d’un bacio

per innamorarsi così tra le rose nude e gli orli a pieghe di cotone blu

sai! il broccato sta alla pelle come i petali al poeta

*

e l’ambra nel calice come bocche ebre d’amore

allora saprai dell’amore solo quando i ginocchi uno alla luna l’altro nel sole

Esserci nel sole per l’ala d’argento dell’Essere, bouquet di cogito aulente

*

André Che Isse

BUCCINATORE D’AMORE

Abito nero tagliato di luce,

aria bruciata in bianco da mille soli,

mille vite in un meriggio solo.


Ecco come potrebbe iniziare un trombettista in cuore alla notte,

improvvisando jazz sulla luce,

quella che affoca il cuore,

che s’innamora di ombre a ritmo immoto dell’essere.


Angoli di luce,

commessura di labbra,

abbacinanti come scordature a misura ebbra,

quel gaudio che solo il pensiero di uomo potrebbe indiare,

angoli dove trovarsi ubriachi d’amore;

madidi d’amore!


Abito nero in tralice al giorno,

prima pagina da romanzo:

quella che ogni volta dietro il frontispizio si leggerà antiporta per sogni.

Un sogno a ginocchi ebri;

eppure così vivido che sai che ti appartiene sul serio!

Allora sì che il sole attraverserebbe la notte come un trombettista jazz.

Un buccinatore d’amore.


Il cielo è così pieno di gote!

che potrebbe soffiarci dentro a un uomo…


André Che Isse

LA BOCCA GIALLA DELLE STELLE

il pensiero immerso nell’anima prende una spinta dorsale verso l’ala

curvando l’elisio per suità

*

che cos’è un bacio se non la distanza minima tra due pensieri?!

la bocca gialla delle stelle!

*

la curva ebra dell’arte

quando all’angolo delle labbra l’estasi inciampi ubriaca d’oro

*

tracanno d’amore come il sole tra le persiane agostane

in gola: la bellezza!

*

lecconerie leggiadre ugnate in frattali d’aseità

come bizantismi icari di rose barocche cadute tra i denti allunati

*

ecco allora arrivare in mezzo l’aere la sostanza del disio

così come nacque prima del mondo nel giallo van gogh!

*

André Che Isse